Il programma Fenix: giochi e ICT per superare le difficoltà di apprendimento
Le difficoltà di apprendimento connesse a svantaggio socioculturale riguardano circa un quinto degli alunni in Italia nella scuola dell'obbligo. Il programma Fenix affronta efficacemente il problema, con la formazione di futuri insegnanti e l’attivazione di laboratori motivanti, di educazione cognitiva in matematica e lingua, dalla scuola dell’infanzia all’inizio della secondaria. Esperienze significative di potenziamento della riuscita con il programma sono state sviluppate anche in Africa e Latino America.

Numerosi alunne e alunni (in Italia il 10-20%) presentano difficoltà "aspecifiche" di apprendimento, che non rientrano nelle disabilità e nei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), ma sono perlopiù connesse a svantaggi socio-culturali (povertà, migrazione, trascuranza, ecc.). Queste inficiano pesantemente il percorso scolastico e di conseguenza l'inserimento sociale e, a lungo termine, quello lavorativo.

Una sfida globale complessa
Fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti, è uno degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030. Si tratta di un obiettivo rilevante, in quanto un deficit significativo di competenze “non solo minaccia le capacità di un individuo di uscire dalla povertà, ma mette anche a repentaglio il futuro economico di intere nazioni, che lottano per competere in un mercato globale con risorse umane meno qualificate”.
La sfida è complessa: ancora nel 2015 oltre la metà dei minori nel mondo mancava delle competenze minime in lettura e matematica. Particolari carenze venivano individuate nell’Africa Sub Sahariana (con più dell’80% dei soggetti a livelli inadeguati) e in America Latina - Caraibi, anche per mancanza grave di insegnanti formati.
In Italia tra il 2015 e il 2019 si è osservato un incremento dell’istruzione inclusiva. Restano però inadeguati nel nostro Paese i livelli d’istruzione dei quindicenni ed elevati i tassi di abbandono precoce (OCSE). Il Piemonte, pur collocandosi sopra le medie nazionali nelle inchieste INVALSI (2015-19), evidenzia percentuali ancora importanti di alunni  con esiti insufficienti.

Il programma Fenix
Il nostro gruppo di ricerca - un’équipe multidisciplinare del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione - a partire da studi internazionali ha pianificato e sperimentato un metodo per favorire la riuscita degli allievi con ritardi nell’apprendimento. Il metodo prevede l’attivazione dei processi cognitivi (comprensione, memoria, ragionamento, pensiero critico e creatività) e il potenziamento della motivazione ad apprendere. Abbiamo così messo a punto percorsi sistematici, materiali, software e verifiche strutturate. Sono stati predisposti anche adattamenti specifici per diverse fasce della popolazione (minori stranieri, rom, disabili, in affido e in adozione, ecc.). Gli interventi sono stati sperimentati, grazie ad attività di tirocinio e di tesi, con oltre 1300 alunni in Piemonte e con gruppi pilota in Centro e Sud America ed Africa.

Superare le disuguaglianze collaborando      
Il progetto ha coinvolto un’ampia rete di soggetti (scuole ed enti del terzo settore, italiani ed esteri) per contribuire alla piena inclusione degli alunni svantaggiati e contrastare situazioni scolastiche con disuguaglianze e vulnerabilità. Il programma  Fenix ha complessivamente raggiunto oltre 1600 alunne e alunni, coinvolgendo 67 istituti scolastici e offrendo quasi 75.000 ore di recupero e potenziamento, senza spese per le scuole.

Una proposta innovativa e sostenibile      
Nel panorama internazionale, il programma  Fenix risulta originale, perché coniuga la mediazione cognitiva e la mediazione affettiva con una proposta che valorizza, fin dai primi livelli scolastici, l’uso del software didattico, in un quadro ludico e motivazionale.
Le metodologie innovative da noi elaborate e validate sperimentalmente, sono state oggetto di formazione iniziale e in servizio di quasi mille tra insegnanti ed educatori, consentendo al programma di entrare capillarmente nelle pratiche didattico-educative a scuola e nell’extrascuola, grazie all’impegno di 200 tirocinanti e di numerosi tesisti, senza costi aggiuntivi per le scuole. Questo ha favorito una maggior diffusione di pratiche di mediazione cognitiva e motivazionale in lingua e matematica.
Inoltre la formazione di professionisti esteri ha generato iniziative autonome di formazione a cascata e di interventi con i bambini (per esempio in Rwanda, Burundi, Haiti).

Interventi in DAD nell’emergenza sanitaria      
Per contrastare gli effetti negativi della chiusura prolungata delle scuole del 2020, particolarmente rilevanti per i minori già resi vulnerabili dalla povertà educativa e/o dal background migratorio, abbiamo progettato in DAD (didattica a distanza), secondo il modello Fenix, l’intervento “Nessuno Resta Indietro”. Si tratta di un percorso centrato sulle competenze di base di lingua e matematica, realizzato con strategie ludiche, che alterna attività in piccolo gruppo e recupero individuale, così da favorire la risocializzazione e la personalizzazione. Il progetto ha raggiunto nell’estate 2020 oltre 300 minori che presentavano ritardi nell’apprendimento a causa del lockdown, con un totale di oltre 10mila ore erogate gratuitamente da 94 futuri insegnanti ed educatori, adeguatamente formati al modello Fenix. Questi hanno maturato competenze specifiche nel sostegno scolastico e nel potenziamento cognitivo, che molti hanno applicato in percorsi di tesi sperimentali.
Il progetto è stato riattivato nell’inverno e nella primavera 2020-21 e avrà una nuova edizione nell’estate 2021.

Per approfondire sfoglia la presentazione completa del progetto



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Questa storia di ricerca si trova in:


un racconto di

Cristina Coggi
gruppo di lavoro

Barbara Bruschi
Cecilia Marchisio
Paola Ricchiardi
Emanuela Maria Teresa Torre
Daniela Maccario
Alberto Parola
Roberto Trinchero
dipartimento / struttura

rivolto a

TIPO DI ATTIVITÀ

Pubblicato il

17 maggio 2021

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