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Da Pompei a Venaria, una mostra nata da una ricerca multidisciplinare

La Domus della Caccia Antica di Pompei. Immagini del Dipartimento di Studi Storici

I risultati della missione archeologica svoltasi nel biennio 2017-2018, nella Domus della Caccia Antica di Pompei, verranno presentati a Pompeiana Fragmenta, una mostra dove saranno proprio i protagonisti delle ricerche svolte ad accompagnare il visitatore all'interno dell'esposizione

Sebbene l’oggetto di studio del mio attuale assegno riguardi la ceramica acroma nel mondo classico, di cui ho scritto nel racconto La batteria da cucina e le pratiche alimentari in età greca e romana, vorrei ora narrare una recente esperienza di ricerca i cui risultati saranno in parte presentati a partire dal 12 novembre in occasione della mostra Pompeiana Fragmenta. Nel 2017 ho infatti avuto il privilegio di lavorare in uno dei siti archeologici più importanti al mondo: Pompei. E l’ho potuto fare grazie alla borsa di studio Storia delle ricerche e analisi delle fasi edilizie della Domus della Caccia Antica nell’ambito del progetto Da Pompei a Venaria. Per un progetto di conoscenza, divulgazione e valorizzazione: la Domus della Caccia Antica, finanziato dalla Fondazione CRT (resp. scientifico: Diego Elia, professore associato di Archeologia Classica).

Una convenzione triennale stipulata tra UniTo, il Centro Conservazione e Restauro (CCR) “La Venaria Reale” e il Parco Archeologico di Pompei, ci ha permesso di lavorare nella celeberrima Domus della Caccia Antica, e di svolgere sia indagini archeologiche sul terreno sia uno studio sistematico della stratigrafia degli elevati murari, arrivando così a proporre una nuova sequenza cronologica delle diverse fasi costruttive di questa importante dimora pompeiana. Queste indagini hanno così da un lato permesso di ottenere nuovi dati e informazioni fondamentali per poter ricostruire in modo sempre più accurato la vita quotidiana della casa e, dall’altro, hanno fornito importantissime informazioni per la diagnostica del restauro finalizzata a un programma organico di tutela e valorizzazione della Domus.

Dal punto di vista archeologico è stata un’esperienza personale assai stimolante e ricca di problematiche scientifiche nuove e intriganti. Poter lavorare su strutture così ben conservate è piuttosto raro per un archeologo di formazione classica; questo ha permesso non solo a me, ma anche al gruppo di studenti che ha partecipato alle due campagne di scavo, di confrontarsi con una metodologia di ricerca piuttosto inconsueta per l’ambito greco e romano.

L’elaborazione dei dati registrati sul campo e la partecipazione alla Winter School Patrimonio&Pubblico, organizzata lo scorso gennaio dal nostro Dipartimento insieme al CCR, è stata poi l’occasione per elaborare una proposta rivolta anche al grande pubblico: si tratta della mostra Pompeiana Fragmenta. Conoscere e conservare (a) Pompei (a cura dal prof. Diego Elia e dalla prof.ssa Valeria Meirano) allestita nei laboratori di restauro del CCR e aperta al pubblico dal 12 novembre al 21 dicembre 2018. Sarà questa l'occasione per i visitatori di essere accompagnati direttamente dagli archeologi e restauratori, protagonisti delle ricerche, per apprezzare davvero la straordinarietà e le peculiarità del contesto pompeiano ma anche comprendere come la ricerca archeologica e le più moderne tecniche del restauro possano oggi contribuire al mantenimento e alla valorizzazione di un bene comune di valore inestimabile come quello di Pompei. Sarà un percorso che svelerà tutto il fascino di un progetto estremamente multidisciplinare che include la fisica, chimica, geologia, botanica, architettura e fotografia.



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