Processi sociali e politici, Legge e Comunicazione

EqualEducToEmploy-Disuguaglianze e opportunità tra università e lavoro

L'estensione della formazione terziaria in Italia è ben al di sotto degli obiettivi UE. Un insieme di dati longitudinale integrato su carriere universitarie e sbocchi lavorativi dei laureati, facilita l'individuazione delle criticità e la definizione di policy per avvicinarsi all’obiettivo previsto

Nella moderna società dell'informazione, il possesso di un elevato livello di formazione culturale e professionale da parte di una larga fascia di cittadini è un requisito essenziale per affrontare le sfide dell'economia globale. L'Italia è su questo tutt'ora in difficoltà, e non ha mai raggiunto gli obiettivi UE sulla diffusione della formazione terziaria. La storica, forte diseguaglianza sociale nell'accesso all'università, solo in parte superata con la liberalizzazione degli accessi all'università e poi con la riforma 3+2, si lega oggi alla modesta efficienza dei processi di istruzione terziaria, che portano a una forte dispersione (gli studenti abbandonano gli studi senza concludere con la laurea).

Inoltre, una volta laureati, l'imperfetta connessione tra formazione impartita, soddisfazione delle aspirazioni personali e aspettative del mercato del lavoro, crea il fenomeno del mismatch verticale (i laureati sono occupati con qualificazione inferiore a quella tipica del loro titolo di studio) e del mismatch orizzontale (l'occupazione si concretizza in professioni che non sfruttano, in parte o del tutto, le competenze acquisite). In questo quadro di criticità, la ricerca intende contribuire all'impostazione del monitoraggio dei processi di formazione terziaria in Italia e alla comprensione dei meccanismi che ne motivano i problemi, sul caso studio di UNITO. Questo sia per l'importanza dell'Ateneo, forte di una comunità di 70.000 persone, sia al fine di individuare metodi e percorsi di analisi che facilitino una più consapevole programmazione dell'offerta didattica di UNITO.

Occorreva dapprima creare una base dati longitudinale, che seguisse nel tempo la vicenda individuale dello studente, e integrata, che facesse convergere informazioni da più fonti, sulla carriera di studio, la transizione studio-lavoro e l'evoluzione delle prospettive professionali negli anni successivi alla laurea. Per ottenere questo abbiamo composto un puzzle di cui fanno parte l'Anagrafe Nazionale Studenti, Almalaurea, i dati del Silp (Servizio informazioni Lavoro Piemonte) e delle Camere di Commercio piemontesi. Dati che sono stati completati con alcune importanti survey nazionali e con l'apposita rilevazione di informazioni sulla famiglia degli studenti, finora mai disponibili in modo generalizzato.
Su tale base abbiamo svolto – e sono in corso – numerose analisi e studi sull'evolversi delle carriere di studio, gli abbandoni, i passaggi tra corsi di laurea, i trasferimenti tra atenei, l'accumulo dei crediti, la valutazione di coerenza tra programmi dei corsi di studio e le aspettative dei settori occupazionali di sbocco. Ulteriori informazioni sono state acquisite anche attraverso focus group con gli studenti che hanno abbandonato gli studi. Il quadro che si sta formando costituisce un contributo utile alla comprensione del ruolo dei meccanismi di diseguaglianza sociale nella formazione in Italia e dei possibili correttivi alla sua limitata efficienza a essa legati.


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autore

Andrea Scagni
Dipartimento

Economia e Statistica "Cognetti de Martiis"
Pubblicato il

16 Gennaio 2017

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