Brand
Processi sociali e politici, Legge e Comunicazione

Diventare adulti oggi. La parola ai giovani su lavoro e autonomia

Nella transizione alla vita adulta si compiono scelte importanti per il proprio futuro e, allo stesso tempo, per quello di un Paese. Diventa allora fondamentale analizzare le nuove sfide lavorative e sociali cui i giovani fanno fronte e individuare le azioni da intraprendere per favorire occupazione e autonomia. Di questo si è occupato EXCEPT

Studiando da lungo tempo il lavoro flessibile, mi sono imbattuta nel più ampio tema di come si diventa adulti, e, nello specifico, di cosa avviene quando i giovani sono chiamati a compiere delle scelte importanti non solo per loro ma per il futuro dell’intero Paese. L’interesse crescente per queste tematiche mi ha portata, insieme ad alcune colleghe del mio Dipartimento e di quello di psicologia, a vincere un grande progetto europeo dal titolo Early job insecurity and labor market exclusion - EXCEPT.

Sviluppato tra il 2015 e il 2018 da dieci università in nove paesi europei, il progetto ha fornito nuovi modi di leggere le connessioni tra i rischi di povertà ed emarginazione sociale con l’insicurezza lavorativa e l’esclusione dal lavoro nel mercato europeo, basandosi su un’innovativa analisi dei dati in un’ottica multilivello, con particolare attenzione ai contesti macro (sul piano nazionale) e micro (individuale). Su questo secondo contesto in particolare si è concentrato il nostro team: ci siamo occupati delle interviste qualitative ai giovani accogliendo volentieri la raccomandazione europea di “prendere i giovani sul serio”, di fronte a un vociferare riduttivo sulla loro condizione.

Le quasi 400 interviste rivolte a giovani tra i 16 e i 30 anni, ci hanno permesso di analizzare la soddisfazione per il proprio stile di vita, il benessere e la qualità della salute, percepiti da chi vive esperienze di insicurezza lavorativa o di disoccupazione, in comparazione ai loro coetanei europei, impiegati in un’attività lavorativa a tempo determinato o permanente.

Ne è emersa l’incapacità diffusa di proiettarsi nel futuro e di progettarlo data l’incertezza del contesto economico e istituzionale: un fattore importante di esclusione sociale, non ancora adeguatamente messo a tema nel dibattito pubblico e in letteratura. E questo è strettamente connesso alla mancanza di autonomia e alla difficoltà di prospettare modi e strategie efficaci per acquisirla. L’uscita dalla famiglia di origine viene allora spostata molto in avanti ed è più “sognata” che progettata. Questo provoca in alcuni una bassa soddisfazione per il proprio progetto di vita: solo chi si percepisce più autonomo si ritiene più soddisfatto.

In parallelo, la ricerca Except ha anche mostrato che le politiche del lavoro rivolte all’intera popolazione spesso non intercettano la fascia giovanile. I Paesi che spendono di più per queste politiche, non migliorano la relazione tra disoccupazione e autonomia. E le interviste che abbiamo condotto ci mostrano perché: è difficile reperire le informazioni o accedervi. Idem per le politiche relative alla casa.

È allora importante istituire l’indennità di disoccupazione per chi cerca il primo impiego in modo da diminuire la disuguaglianza tra chi può permettersi la strategia dell’attesa e chi no e, in parallelo, favorire politiche attive per il lavoro che offrano orientamento ma anche opportunità e spazi per la sperimentazione.

Occorre quindi un pacchetto integrato di politiche disegnato sulla categoria “giovani”, che integri gli aspetti del lavoro, della casa, dell’accesso al credito e degli investimenti. Questo a nostro parere dovrebbe essere una delle priorità delle politiche del nostro Paese, uno dei tasselli alla via alta verso lo sviluppo.

Gruppo di lavoro: Sonia Bertolini (coordinatrice), Magda Bolzoni, Chiara Ghislieri, Valentina Goglio, Simone Martino, Antonella Meo, Valentina Moiso, Rosy Musumeci, Roberta Ricucci, Maria Paola Torrioni.

Questa storia di ricerca si trova in:


un racconto di
Sonia Bertolini
DIPARTIMENTO / STRUTTURA

Pubblicato il

05 maggio 2020

condividi

LE MIE STORIE DI RICERCA

potrebbero interessarti anche