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Funghi marini: biodiversità e applicazioni biotecnologiche

Studiamo i funghi isolati da ambienti marini per contribuire a conoscere e conservare la biodiversità marina, per sviluppare nuovi farmaci antibiotici, antitumorali e antiinfiammatori, per purificare enzimi in grado di lavorare in condizioni estreme, per favorire processi tecnologici ecosostenibili

I funghi rivestono un ruolo fondamentale in ambiente marino: studi sulla diversità della comunità micro-eucariotica hanno dimostrato la loro presenza in tutti i tipi di ambienti e substrati sommersi. Nel corso degli ultimi vent’anni, i funghi marini sono risultati tra i più promettenti produttori di molecole bioattive in ambito farmacologico e industriale nonché di enzimi in grado di lavorare nelle condizioni più estreme. Molti dei composti isolati da funghi marini hanno già dimostrato la loro efficacia quali agenti antibatterici, antifungini, antivirali e antitumorali.
Nonostante gli eccezionali risultati ottenuti in questo campo, il potenziale di questi microrganismi rimane tutt'oggi largamente inesplorato, soprattutto a causa del limitato numero di microbiologi e micologi marini in grado isolare e identificare tali organismi. La Mycotheca Universitatis Taurinensis (MUT) ospita quella che attualmente si può considerare una delle più grandi collezioni pubbliche di funghi marini e rappresenta quindi un centro di riferimento per lo studio della biodiversità microbica mediterranea.
Oltre a fornire preziosi contributi di fondamentale importanza per la comprensione dei meccanismi che regolano la funzionalità e il benessere degli ecosistemi marini, la MUT instaura da anni collaborazioni nazionali e internazionali e impiega le tecnologie più all’avanguardia nell’isolamento e nella ricerca di composti bioattivi utili per diverse applicazioni farmaceutiche e biotecnologiche.


impatto sulla società

Lo studio dei funghi marini è di fondamentale importanza in diversi ambiti tra i quali:
- la valutazione della biodiversità e della funzionalità degli ecosistemi marini;
- la sintesi di nuove molecole bioattive e di enzimi utili in campo farmaceutico, per esempio nel trattamento di infezioni resistenti ai normali trattamenti antibiotici;
- lo sviluppo di tecnologie per la produzione di additivi alimentari o cosmetici a ridotto impatto ambientale.




referente

Giovanna Cristina Varese
gruppo di lavoro

Laura Garzoli
Federica Spina
Anna Poli
Valeria Paola Prigione
Giorgio Gnavi
Elena Bovio
dipartimento

partner


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