Scienza e tecnologia
DeTecTor: quando la fisica per la cura dei tumori diventa azienda

Se la ricerca di base permette di soddisfare la brama di conoscenza tipicamente umana, gli strumenti sviluppati in questo ambito possono essere estremamente utili alla società tutta. Quelli propri della fisica possono fornire un contributo per curare i tumori. DeTecTor è uno spin-off di UniTo attivo in questo campo da oltre dieci anni.


I circuiti di DeTecTor 

DeTecTor - Device and Technology Torino è un’azienda spin-off dell’Università di Torino fondata il 16 ottobre 2009 in grado di realizzare dispositivi medici e prodotti di alta tecnologia personalizzati sulle specifiche esigenze di clienti italiani e internazionali. Oggi è una realtà ben radicata nel territorio torinese con 10 dipendenti e un fatturato annuo da un milione di euro. 
Ci muoviamo nell’ambito dell’adroterapia, un mondo in continua evoluzione, dove l’innovazione continua è la parola d'ordine per garantire una performance ottimale della tecnica. La creazione di un’impresa in questo contesto è legata alla volontà di offrire risposte adeguate e flessibili alle necessità specifiche dei committenti, senza le strutture rigide tipiche dei player del settore che forniscono centri “chiavi in mano”, ma che allo stesso tempo possa gestire attività di ottimizzazione dei costi e dei processi, anche in sinergia con altri operatori.

Come siamo nati?

Il Gruppo di Fisica Medica del mio Dipartimento ha iniziato a lavorare allo sviluppo di strumenti per la cura dei tumori con adroterapia (la radioterapia che fa uso di protoni e ioni carbonio) nel 1991, aderendo, insieme ai dipartimenti di fisica di diverse università italiane e all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), al progetto di Ugo Amaldi di portare in Italia questa applicazione della fisica alla medicina. Figlio di Edoardo, uno dei "Ragazzi di via Panisperna" - il gruppo guidato da Enrico Fermi che contribuì negli anni ‘30 alla nascita della fisica nucleare - Ugo Amaldi seguì le orme paterne lavorando in fisica delle particelle elementari al CERN di Ginevra, appassionandosi successivamente alle applicazioni in campo medico. Si trattava di progettare e costruire strumenti del tutto analoghi a quelli che al CERN e in altri centri di ricerca sono utilizzati per scoprire e studiare nuove particelle. La grande sfida era di renderli adatti al contesto ospedaliero dove energie e dimensione sono ben diversi dalla ricerca fondamentale e, soprattutto, sono centrati intorno al paziente per quanto riguarda qualità e affidabilità dei trattamenti.


Primo prototipo della camera a pixel (a sinistra), ben diverso dal dispositivo medico attualmente in commercio (a destra)

La fondazione e il primo lavoro per Pavia
Dal 1991 facciamo un salto al 2001. Il nostro gruppo capì che i dieci anni passati a sviluppare strumentazione per radioterapia con adroni potevano essere messi a frutto anche nel campo della radioterapia convenzionale, quella che utilizza fotoni ed elettroni e che cura i pazienti in tutte le strutture ospedaliere di radioterapia (a Torino, per fare qualche esempio, Candiolo, Mauriziano, Molinette, S. Anna, S. Giovanni AS). Terminato lo sviluppo della strumentazione ottimizzata per la radioterapia convenzionale e grazie all’idea imprenditoriale di Giuseppe Pittà che si era laureato e aveva lavorato nel nostro gruppo per un paio di anni, ci sentivamo pronti a trasformare questa attività in azienda, uno spin-off di UniTO.
Questo ci porta al 16 ottobre di dieci anni fa. La prima sede della neonata DeTecTor fu presso l’Incubatore d’Impresa in via Quarello. In quei primi anni, eroici, l’unico dipendente era Marco Lavagno, neolaureato in Fisica. Il primo lavoro fu svolto per conto del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia, che si stava preparando a trattare pazienti con adroterapia: e fu subito una bella sfida. Eravamo infatti ben preparati a sviluppare e costruire i rivelatori e i circuiti elettronici che permettono di verificare che il trattamento di ciascun paziente sia svolto in modo ottimale. Ma la richiesta del CNAO andava oltre: avremmo dovuto preparare tutta la documentazione indispensabile a certificare come dispositivo medicale le apparecchiature costruite negli anni precedenti nella collaborazione tra il gruppo del nostro Dipartimento e il CNAO. Fu un periodo difficile ma estremamente fruttuoso: da allora tutta la strumentazione che DeTecTor produce ha la certificazione CE per i dispositivi medicali.


Nei laboratori DeTecTor

Vienna e il salto di qualità
Fu poi il turno di lavorare per MedAUSTRON a Wiener Neustadt in Austria, che analogamente a CNAO tratta i pazienti con protoni e ioni carbonio. Altro salto di qualità rispetto alla prima commessa del CNAO. Per il centro austriaco, DeTecTor costruì la strumentazione usata per il controllo della qualità del trattamento in tempo reale. In pratica, quello che il nostro Dipartimento e il CNAO avevano realizzato per Pavia fu replicato (mutatis mutandis) per Vienna; una bella responsabilità che mise in grado l’azienda di realizzare strumentazione sofisticata e, come detto, certificata dispositivo medicale CE. A quel punto, verso il 2012, i dipendenti erano diventati 7 e l’azienda aveva assunto una struttura più articolata, comprendendo anche competenze in ambito finanziario e nella gestione della qualità, oltre che quelle più squisitamente tecniche. La sede di via Quarello era diventata stretta, obbligando al trasloco in una struttura più adatta presso EnviPark.

A che punto siamo ora
Intanto DeTecTor iniziava a essere nota in tutto il mondo; i clienti parlavano tedesco, inglese, americano, coreano, cinese. Di pari passo aumentavano le dimensioni del personale e i campi di applicazione, introducendo le applicazioni di tecniche nucleari nelle produzioni industriali, da acciaierie a produttori alimentari. A metà del 2018, DeTecTor si è fusa con Tecnologie Avanzate, azienda torinese leader in campo italiano nella vendita e sviluppo di strumentazione in diagnostica e terapia medicale. La sede è passata da EnviPark a lungo Dora Voghera, in una grande struttura capace di ospitare entrambe. In questi anni la collaborazione tra DeTecTor e Gruppo di Fisica Medica di UniTO e dell’INFN di Torino è stata continua, con progetti di ricerca congiunti, finanziamento di dottorandi e borsisti, deposito di brevetti. Oggi DeTecTor ha 10 dipendenti ed è attiva in vari settori: adroterapia, radioterapia convenzionale, applicazioni industriali, diagnostica per beni culturali, controlli di qualità in ambito alimentare. Una gamma di prestazioni che è il frutto delle competenze acquisite grazie alla ricerca di base in fisica utilizzate per la cura dei tumori e concretizzate in una solida realtà imprenditoriale.

Qual è il nostro impatto a oggi?
Da un punto di vista sociale, migliorando innanzitutto le prestazioni dei centri di trattamento tumori a beneficio dei pazienti. Le pratiche di controllo di qualità diventano più efficienti riducendo fino a 10 volte i tempi necessari alle verifiche. Inoltre DeTecTor rappresenta un’opportunità di occupazione altamente qualificata e offre ai suoi dipendenti occasioni di crescita continua anche tramite corsi di formazione dedicati.
Da un punto di vista finanziario DeTecTor ha registrato ottime performance economiche e patrimoniali. Sono state avviate numerose collaborazioni e consolidate quelle esistenti con Università, INFN e Fondazione CNAO, tutte finalizzate al trasferimento tecnologico e alla valorizzazione dei brevetti.
Sul piano culturale poi l’azienda si è distinta nel mondo della radioterapia per la sua capacità di trasformare velocemente i risultati della ricerca e promuove la cultura dell’imprenditorialità accademica. Ha finora erogato cinque stage e in percorso di dottorato in ingegneria fisica ad altrettanti studenti.

Il gruppo DeTecTor (2019)

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