TEMA DEL MESE

Prigioni

Questo mese raccontiamo storie di reclusione e resistenza per immaginare un mondo senza carceri.

Meno di tre metri quadrati per persona: è la cifra minuscola e soffocante che ben rappresenta le carceri italiane. Il sovraffollamento, drammatico persino negli istituti minorili, ha reso via via sempre più degradanti le condizioni di reclusione, considerando inoltre le strutture fatiscenti e la carenza di personale. In questo quadro è quasi impossibile attivare percorsi di reinserimento sociale per detenuti e detenute. Eppure, secondo la nostra stessa Costituzione, umanità e rieducazione sono i principi sui quali dovrebbe basarsi ogni tipo di pena. 
Invece da decenni assistiamo a politiche punitive e al loro stesso fallimento: gli istituti penitenziari sono pieni di persone in attesa di un giudizio e che in genere sono soggetti vulnerabili, spesso stranieri, penalizzati più dalla povertà che da una reale pericolosità sociale. Inoltre, scontare la pena senza seguire attività riabilitative, espone maggiormente al rischio di recidiva.
Il carcere non funziona. Possiamo allora farne a meno? Questo mese, a partire dal racconto di molteplici esperienze di reclusione e resistenza, in Italia e nel mondo, fino ai percorsi formativi nelle carceri piemontesi, insieme a ricercatrici e ricercatori dell’Università di Torino proviamo a immaginare una giustizia che non punisce e relega le persone ai margini, ma anzi se ne prende cura. 
 

Ospite del mese

Voci Erranti è un’associazione e una cooperativa sociale che, attraverso il lavoro e il teatro, costruisce ponti tra mondo carcerario e società. Dal…

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