Storia di sinergia

PAUSE: il progetto che previene i femminicidi grazie all’IA

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La violenza di genere è un fenomeno ancora poco studiato nei suoi tratti quantitativi. Per questo è nato il progetto PAUSE, un sistema che sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere i casi di violenza a partire dagli accessi in Pronto Soccorso, dove il personale sanitario spesso intuisce quando una donna è vittima di violenza ma tra l'urgenza delle cure, la mancanza di tempo e la complessità del sistema, quella intuizione rischia di perdersi. 

Per definizione, la violenza di genere è l'insieme di pratiche fisiche e psicologiche che colpiscono le donne nella loro integrità, salute e libertà, con l'obiettivo di sottometterle e annullare la loro identità. Nella letteratura scientifica è noto che 

la violenza di genere è un predittore di femminicidio. Questo significa che anche se non tutte le donne che finiscono in pronto soccorso con lesioni di origine violenta diventeranno vittime di femminicidio, la maggior parte delle vittime di femminicidio è stata in precedenza in pronto soccorso. 

Eppure, per varie cause, la violenza può non essere tracciata all’interno delle strutture sanitarie. Assistiamo a un paradosso: la sotto-rilevazione di un fenomeno largamente diffuso, qualcosa che abbiamo sotto il naso ma che rischiamo sistematicamente di non vedere.

Perché accade questo? Le ragioni sono molteplici e a volte complesse. Chi subisce violenza potrebbe fare fatica ad ammetterlo, o sminuire l’atto violento, per esempio. Riconoscere che il proprio partner è un aggressore significa accettare che la casa, il rifugio (anche psicologico) per eccellenza, non è più un luogo sicuro. Altre volte, invece, le vittime si presentano in ospedale accompagnate proprio da chi le ha aggredite, rendendo impossibile ogni confidenza. Inoltre, spesso ci sono poi barriere linguistiche, soggezione economica, problemi psicologici o di dipendenze che possono compromettere la capacità di denunciare, complicando ulteriormente il quadro.

Anche quando il personale sanitario intuisce la verità, la pressione del lavoro e l’eccessiva complessità dei supporti informatici possono impedire di registrare adeguatamente delle informazioni cruciali. Quello che viene rilevato dall'operatrice o dall'operatore rischia di non essere mai trasferito nei registri della struttura sanitaria.

PAUSE (Prevention of Assault Under Scientific Evidence), progetto interdisciplinare per contrastare la violenza interpersonale, affronta questo problema con un approccio innovativo: utilizzare l'intelligenza artificiale per automatizzare il riconoscimento di episodi di violenza nei pronto soccorso. 

Dal punto di vista informatico si tratta di un problema di classificazione binaria: il sistema informatico deve distinguere casi di violenza (V) da quelli di non violenza (NV), come incidenti domestici o stradali. Inoltre, vogliamo che sia in grado di estrarre informazioni rilevanti sull’episodio.


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Nel corso del progetto siamo riusciti a raccogliere un numero consistente di dati, nell’ordine di 500 mila referti. Usiamo modelli di linguaggio probabilistici che imparano a completare o prevedere sequenze di parole all’interno di un testo. Il testo viene trasformato in una rappresentazione numerica e analizzato da reti neurali, che stabiliscono se il referto descrive una lesione di origine violenta o altro. Questo tipo di problemi di classificazione è tradizionalmente risolto attraverso approcci di apprendimento supervisionato. I risultati del sistema, valutati da ricercatrici e ricercatori che hanno partecipato alla sperimentazione, sono incoraggianti: sono corretti nel 98% dei casi. Inoltre

 il sistema riesce a identificare il tipo di perpetratore (sconosciuto, parente, partner, ex-partner) con un'accuratezza del 75%. Ma l'aspetto più interessante è che il sistema ha iniziato a riconoscere alcune forme di violenza psicologica, nei casi in cui le vittime arrivano in pronto soccorso con palpitazioni o sintomi fisici causati da traumi psicologici. 

PAUSE non vuole sostituire l'intuito e l'esperienza del personale sanitario, ma supportarlo. In un momento in cui la sanità pubblica affronta crescenti difficoltà – popolazione che invecchia, risorse limitate, carichi di lavoro insostenibili – supporti intelligenti che migliorano la qualità del Sistema Sanitario Nazionale con costi contenuti possono fare la differenza. Il progetto vuole essere un piccolo esempio, e ci auguriamo che la sua adozione nelle strutture sanitarie diventi il tema di una prossima iniziativa.

Riconoscere precocemente la violenza di genere significa poter intervenire prima che sia troppo tardi, offrire supporto alle vittime, attivare reti di protezione. Significa trasformare il pronto soccorso da ultimo rifugio a primo baluardo nella lotta contro i femminicidi.