Storie di ricerca

Messaggi che viaggiano su fili di seta: il linguaggio nascosto dei ragni

Questo contenuto fa parte del tema del mese: Senza parole

La seta dei ragni è molto di più di un filo appiccicoso: è un mezzo di comunicazione sorprendentemente sofisticato. Nel mondo di questi animali a otto zampe, il linguaggio non passa per la voce, ma si scrive direttamente su un filo di seta, che diventa un canale ricco di vibrazioni e segnali chimici. Su quella “linea diretta” viaggiano inviti agli incontri, messaggi di corteggiamento e perfino piccole trappole e inganni.

La seta dei ragni in molte e molti di noi evoca l’immagine di Spider-Man che volteggia tra i grattacieli di New York City, oppure il ricordo meno epico di quella ragnatela all’angolo di casa che procrastiniamo a rimuovere da fin troppo tempo. Raramente riflettiamo sul fatto che la seta sia tra i materiali più performanti in natura: leggera, resistente alla trazione (simile all’acciaio a parità di peso), estremamente elastica e biodegradabile. 

Questa fibra incredibilmente versatile viene utilizzata dai ragni in molti modi: come corda per spostarsi, come rivestimento per le tane, sacco per trasportare le uova e come trappola per procacciare il cibo. Ma non solo… è uno strumento sensoriale fondamentale anche per la loro comunicazione!

I ragni infatti, facendo vibrare la seta possono segnalare la propria dimensione, posizione o identità.
Oltre alle vibrazioni, sulla seta viaggiano segnali chimici come i feromoni: sostanze che permettono di riconoscere esemplari della stessa specie e agiscono per attirare un eventuale partner. La seta, quindi, è molto più di una semplice fibra utile per costruire ragnatele: permette ai ragni di interagire tra loro in modi che continuano ad affascinare e stupire ricercatori e ricercatrici. 
 

Seta al microscopio
Seta dei ragni al microscopio

Nelle nostre ricerche in campo etologico – la disciplina che studia il comportamento animale – abbiamo approfondito l’uso dei fili di seta come veicolo di messaggi invisibili nella specie di ragno Pisaura mirabilis, che caccia attivamente senza tessere una tela per catturare le prede. 

Questa specie è famosa per il ‘dono nuziale’: un piccolo insetto avvolto nella seta che il maschio offre in pasto alla femmina mentre la corteggia. 

Durante la ricerca della partner, i maschi seguono dei veri e propri sentieri chimici costituiti da fili di seta lasciati nell’ambiente dalle femmine in movimento. I nostri studi hanno mostrato che su questi fili viaggiano informazioni importanti sull’individuo che li produce, come la condizione fisica e la maturità riproduttiva

Quando posti davanti a una scelta, infatti, i maschi preferiscono seguire i fili di seta delle femmine adulte e con peso corporeo maggiore, capaci di produrre più uova rispetto a quelle immature e con peso corporeo inferiore. 


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Un altro momento che abbiamo osservato è quello che segue la riproduzione, quando le femmine si dedicano alle cure materne trasportando l’ovisacco, cioè la struttura in cui tengono le uova. Attirare un maschio in questo periodo sarebbe uno spreco di energie o addirittura un rischio per la femmina, perché la esporrebbe maggiormente alla predazione e aumenterebbe la possibilità che le uova vengano danneggiate o persino rimosse dallo stesso maschio. 

Le nostre osservazioni ci hanno portato effettivamente a confermare questa ipotesi: i maschi riducono le loro risposte sessuali quando incontrano la seta lasciata da femmine impegnate nella cura delle uova, indicando appunto una diminuzione della emissione di segnali attrattivi.

Ma la seta non parla solo ai maschi. Lo strato di seta che avvolge il dono nuziale contiene sostanze chimiche capaci di influenzare la decisione della femmina nell’accettare o meno il corteggiatore come partner. Se il maschio viene rifiutato, spesso aggiunge un ulteriore strato di seta per aumentare le probabilità che la femmina accetti di accoppiarsi e, sorprendentemente, questa strategia funziona. 
 

Maschio Pisaura
Esemplare maschio con 'dono nuziale' - credits: Sabrina Weber


Inoltre lavando via le componenti chimiche della seta che rivestono il dono abbiamo mostrato che le femmine accettano molto meno volentieri questi regali “neutralizzati”. Ciò suggerisce che nella seta dei maschi siano presenti segnali capaci di comunicare la qualità del partner, o forse di manipolare la femmina inducendola all’accoppiamento. 

Il maschio di questa specie, infatti, può ingannarla inserendo nel dono degli elementi non commestibili, come piccoli pezzi di vegetazione, al posto di un pasto prelibato: un comportamento che in biologia evolutiva viene definito “cheating” perché permette al maschio di accoppiarsi rapidamente prima che la femmina scopra l’inganno.

In un mondo in cui il successo riproduttivo dipende da come si impiegano le risorse energetiche a disposizione  —  per esempio offrendo un dono nuziale o curando le uova — maschi e femmine usano i segnali chimici per massimizzare i propri vantaggi

La seta, dunque, non è solo un materiale da temere o legato a una incombenza domestica: è un sistema comunicativo complesso, una lingua fatta di molecole capace di trasmettere informazioni sullo stato fisiologico dei ragni, sulle loro intenzioni riproduttive e strategie di comportamento. Un filo sottile, ma fondamentale, che tesse l’evoluzione delle interazioni tra i sessi.

Questa storia di ricerca è stata editata da Silvia Cussotto e Federica Rachetto, studentesse del corso di Laurea in Biologia dell'Ambiente, nell'ambito del tirocinio presso la Redazione di Frida. La supervisione è a cura della Redazione.