Storie di ricerca

L’economia circolare è innovazione ma anche formazione

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La transizione verso un’economia circolare coinvolge tanto la sfera della produzione quanto quella del consumo. Le decisioni in materia di politiche pubbliche, strategie aziendali e priorità di ricerca devono poggiare su analisi rigorose e indicatori costruiti in modo affidabile. Lo Spoke 5 del progetto GRINS realizza strumenti statistici avanzati e pacchetti formativi dedicati a stakeholder, imprese e policymaker. L’obiettivo è fornire un supporto concreto nella progettazione di azioni efficaci per accelerare la transizione verso un modello economico sostenibile e pienamente circolare.

Come si costruisce un’economia capace di crescere senza consumare eccessivamente risorse, senza aumentare le disuguaglianze e senza lasciare indietro competenze e territori?

A questa domanda prova a rispondere lo Spoke 5 del progetto GRINS, un grande laboratorio di ricerca che studia le innovazioni, le politiche e le competenze necessarie per la transizione verso un’economia circolare.
Lo Spoke 5, intitolato “Innovazioni: ecosistemi per le economie circolari”, lavora su un’idea chiave: la circolarità non è solo una questione tecnologica ma il risultato di interazioni complesse tra imprese, lavoratori, istituzioni, mercati e politiche pubbliche.

Capire come nasce l’innovazione circolare

Una prima linea di ricerca dello Spoke 5 riguarda la costruzione e l’analisi degli ecosistemi di innovazione circolare. Attraverso l’uso di di dati, indicatori e modelli quantitativi, ricercatori e ricercatrici studiano come le imprese introducono innovazioni orientate alla circolarità, in quali territori e quali settori si concentrano queste innovazioni e quale ruolo giocano università, istituzioni e reti locali nel favorirne la diffusione.

I risultati ci stanno mostrando come la transizione circolare non avviene in modo uniforme: contano le relazioni tra attori, la specializzazione produttiva dei territori e la presenza di politiche coerenti e stabili. 

L’innovazione, in altre parole, è un fenomeno profondamente sistemico.

Lavoro e competenze: la transizione non è neutrale

Un secondo filone di ricerca analizza gli effetti dell’economia circolare sul mercato del lavoro, ed evidenzia come la transizione modifica non solo quanti posti di lavoro vengono creati, ma soprattutto quali competenze diventano cruciali.

Accanto alle competenze tecniche, infatti, crescono l’importanza della capacità di analisi dei dati, le competenze digitali e abilità trasversali come adattabilità, problem solving e capacità di lavoro in team interdisciplinari.

Le analisi mostrano anche che questi cambiamenti non sono automatici né equamente distribuiti: servono infatti investimenti adeguati in formazione e politiche attive, altrimenti si rischia di ampliare divari occupazionali e territoriali.

Cosa fanno davvero le imprese? I risultati dell’indagine nazionale

Per affiancare le analisi quantitative a una fotografia diretta del sistema produttivo, lo Spoke 5 ha realizzato una raccolta dati nazionale su aziende di diversi settori e dimensioni. L’indagine ha permesso di misurare il grado di adozione di pratiche di economia circolare e di individuare i principali ostacoli all’innovazione (costi, incertezza normativa, carenza di competenze). In questo modo è stato possibile analizzare il legame tra innovazione circolare e performance aziendali.

Dai dati raccolti è emerso chiaramente che la mancanza di competenze adeguate è una delle principali barriere all’adozione di modelli circolari. 

Infatti, le imprese che riescono a investire in innovazione e competenze mostrano maggiore resilienza e capacità di adattamento.

Dalla ricerca alla formazione: la Circular Innovation Academy

Da queste evidenze nasce un collegamento diretto tra ricerca e formazione. Per rispondere al fabbisogno di competenze emerso dalle analisi sul mercato del lavoro e dalla survey sulle imprese, lo Spoke 5 ha infatti contribuito allo sviluppo della Circular Innovation Academy.


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L’Academy propone percorsi formativi avanzati ﹣ come il Master Executive in Data Analytics for the Circular Economy ﹣ per manager, professionisti e ricercatori, e offre loro strumenti concreti per analizzare dati legati alla sostenibilità e alla circolarità, supportare decisioni strategiche nelle imprese e nelle istituzioni, e guidare processi di cambiamento organizzativo.

In questo modo, la formazione diventa un’estensione naturale della ricerca, capace di trasformare risultati scientifici in competenze operative.

Strumenti per decidere meglio

Nel complesso, le attività dello Spoke 5 hanno prodotto:

  • indicatori territoriali e settoriali per monitorare la transizione circolare;
  • modelli di supporto alle decisioni per policy maker e stakeholder;
  • evidenze empiriche utili a progettare politiche industriali, del lavoro e della formazione più efficaci.

Si tratta di risultati che non restano confinati all’ambito accademico, ma sono pensati per orientare scelte concrete in un momento cruciale per l’economia e la società. 

Accanto al lavoro scientifico, lo Spoke 5 ha anche sperimentato nuove forme di comunicazione della ricerca, con il progetto divulgativo “SPOKE 5 – Nulla andrà perduto”, che traduce dati e risultati in narrazioni accessibili a pubblici diversi. Un modo coerente per raccontare una ricerca che studia, anche nei contenuti, il valore della circolarità.

Perché questa storia conta

I nostri risultati mostrano forte domanda di competenze e un impatto concreto su formazione, imprese e policy. La Circular Innovation Academy ha già formato una prima coorte di partecipanti e punta ad ampliarsi. Le ricerche dello Spoke 5 proseguiranno per aggiornare strumenti e competenze per la transizione circolare.