L’archivio vivente. Il Fondo Chiara Fumai e la memoria come pratica di cura collettiva
L’archivio vivente: nella sua pratica artistica, Chiara Fumai (1978 - 2017) usa il proprio corpo come tramite per dare voce agli spiriti di donne occultate e rimosse dalla Storia. Dallo studio del Fondo Chiara Fumai presso il CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli, nasce OCCULTA: un progetto che attiva l’archivio dell’artista, trasformando la memoria in una pratica di cura viva e condivisa.
Chiara Fumai (Roma, 1978 - Bari, 2017) è stata un’artista italiana la cui ricerca si colloca tra performance, video e installazione. La sua pratica artistica rappresenta un punto nevralgico nella ridefinizione dei confini tra corpo, archivio, linguaggio e potere.
Attraverso tecnologie medianiche che attivano la pratica performativa, Fumai mette in crisi le strutture canoniche della memoria e della rappresentazione.
Durante le performance, l’artista viene posseduta da figure femminili rimosse, occultate o marginalizzate dalla Storia: spiritiste, anarchiche, rivoluzionarie, pensatrici radicali o performer di freak-show ottocenteschi.
Questi spiriti parlano attraverso il corpo di Fumai, rilanciando messaggi e rivendicazioni. Il corpo performativo diventa così un veicolo di contro-narrazioni femministe.
Il 5 novembre 2025 ho iniziato la mia ricerca d’archivio sul Fondo Chiara Fumai, un’indagine sulle testimonianze materiali e personali conservate presso il CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli, con il desiderio di raggiungere una comprensione approfondita dell’artista. Fin dall’inizio, l'obiettivo di questa ricerca è stato quello di far emergere e parlare materiali ancora poco esplorati. La frequentazione dell’archivio mi ha permesso di instaurare un rapporto privilegiato con l’artista e la sua memoria, coinvolgendomi in maniera diretta, pratica e attiva nella sua rielaborazione.
Il Fondo, di natura personale, rappresenta un’occasione unica per avvicinarsi all’opera di Fumai. Presso il CRRI sono infatti conservati gli strumenti d’indagine, gli oggetti di scena, i costumi, i libri, il materiale musicale, il sapere e gli effetti personali. Esplorando il Fondo, ho notato ben presto che molte unità archivistiche riportavano segni di intervento e di appropriazione: appunti, sottolineature, biglietti, messaggi e note a margine sono solo alcune delle tracce disseminate dall’artista.
Da questa ricerca è emersa con forza la vitalità dell’archivio, inteso non solo come luogo di conservazione, ma come spazio attivo di produzione di memoria.
È proprio a partire da questa esperienza che sta prendendo forma OCCULTA – Osservatorio per la Cura Collettiva dei Linguaggi Tecno-Archiviali, iniziativa di Terza Missione dell’Università di Torino, coordinata da Cristina Voto in qualità di responsabile scientifica. Sviluppato in sinergia con il CRRI e la galleria indipendente Mucho Mas, il progetto si propone di trasformare il Fondo in un dispositivo partecipativo, in cui il patrimonio artistico possa essere interrogato, interpretato, attivato e restituito alla cittadinanza.
Il progetto si articolerà in più fasi.
In un primo momento verrà realizzato “l’Atelier di co-curatela”, in cui un gruppo eterogeneo di partecipanti sarà invitato a lavorare direttamente sui materiali del Fondo.
L’obiettivo non sarà soltanto approfondire la pratica artistica di Fumai, ma sperimentare modalità condivise di costruzione del sapere, mettendo in relazione prospettive e competenze diverse e immaginando insieme possibili percorsi espositivi e forme di restituzione pubblica dei materiali.
In una seconda fase, durante il laboratorio chiamato “Archivi affettivi”, le persone partecipanti saranno invitate a costruire un proprio archivio personale mediante la selezione e la condivisione di oggetti, fotografie e altri effetti personali.
L’obiettivo sarà riflettere sull’archivio personale come forma di organizzazione della memoria, interrogando i criteri attraverso cui decidiamo cosa conservare, tramandare o lasciare andare. Nel confronto con il gruppo, queste scelte individuali entreranno in relazione tra loro, dando forma a un processo di costruzione condivisa della memoria.
OCCULTA immagina l’archivio come un luogo vivo, capace non solo di valorizzare ma di attivare nel presente il passato conservato. Con lo svolgersi delle attività, emergeranno dal lavoro collettivo delle partecipanti prospettive inedite che arricchiranno il Fondo di letture nuove e creative. Attraverso un esercizio di memoria attiva e condivisa, sarà possibile istituire un dialogo aperto con Chiara Fumai e la sua eredità artistica e politica.
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Le attività prenderanno avvio a maggio 2026 con l’Atelier di co-curatela, primo momento di confronto e attivazione condivisa. Ad ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, seguirà un “Touch and Speech”, una conferenza performativa aperta al pubblico presso il Castello di Rivoli, realizzata in collaborazione con le docenti dell’Università di Torino. Il percorso si concluderà infine a febbraio 2027 con il laboratorio “Archivi affettivi”, dove le partecipanti saranno selezionate attraverso una open call aperta tra novembre e dicembre.
Il presente lavoro sul Fondo Chiara Fumai si configura come un primo episodio fondativo di un percorso più ampio, pensato per estendersi anche oltre questa esperienza iniziale con l'obiettivo di continuare a sperimentare questo approccio aprendo a futuri sviluppi.
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