Storie di ricerca

Il Commissario Montalbano: chi nasce tondo non può morire quadrato

Questo contenuto fa parte del tema del mese: Voci e radici

Il dialetto siciliano possiede una forte unicità che viene spesso svalutata, per esempio come accade nei sottotitoli in inglese, sia britannico sia americano, della serie televisiva Il Commissario Montalbano. Un caso è rappresentato dal proverbio Cu nasce tunnu nun pò morre quadratu e dalla sua italianizzazione, Chi nasce tondo non può morire quadrato. L’analisi evidenzia come le traduzioni ufficiali risultino spesso infedeli o semanticamente fuorvianti, perdendo così la connotazione culturale dei regionalismi originari. Il dialetto, sebbene spesso intraducibile, è in realtà una risorsa identitaria insostituibile.
 

Ispirata ai romanzi gialli di Andrea Camilleri e prodotta in collaborazione con Rai Fiction, la serie Il Commissario Montalbano è andata in onda per la prima volta in Italia il 6 maggio 1999 e si è conclusa l’8 marzo 2021. Il successo di questa acclamata produzione televisiva non si limita esclusivamente al Bel Paese: 

è stata infatti la primissima serie italiana a essere venduta all’estero e, nel corso degli anni, è stata trasmessa in più di 60 paesi e sottotitolata in ben 15 lingue.

Nella produzione dei sottotitoli in inglese di tutti e 37 gli episodi, però, emergono una svalutazione del dialetto o, meglio, dei dialetti siciliani e un’attenuazione della sicilianità. È proprio su questi fenomeni che si concentra la mia ricerca. Nello specifico, sono state analizzate le due versioni sottotitolate in inglese britannico, realizzate rispettivamente da Acorn Media e dalla BBC, e l’unica versione disponibile sottotitolata in inglese americano, prodotta da MHz. Allo scopo di individuare traduzioni parziali del dialetto o addirittura veri e propri errori di traduzione, ho visionato l’intera serie televisiva in ciascuna delle tre versioni sottotitolate.

L’analisi da me condotta ha dimostrato che gli ostacoli posti dalla traduzione del dialetto rappresentano una sfida problematica, a tal punto che l’infedeltà della traduzione potrebbe, potenzialmente, influire negativamente sulla qualità complessiva del prodotto inglese. Diversamente dal doppiaggio, i sottotitoli costituiscono un tipo di traduzione particolarmente vulnerabile poiché sono esposti a critiche immediate da parte degli spettatori che padroneggiano o possiedono almeno una certa familiarità con la lingua utilizzata nella versione originale.

Di conseguenza, il pubblico italiano può facilmente individuare quelle che percepisce come discrepanze o traduzioni insolite; ciò è particolarmente evidente nel caso de Il Commissario Montalbano, dove i sicilianismi, udibili, consentono un confronto istantaneo con i sottotitoli in inglese. 

Per esempio, Cu nasce tunnu nun pò morre quadratu – nelle sue numerose varianti ortografiche – è un proverbio siciliano di etimologia sconosciuta che, pur essendo radicato in Sicilia, ha acquisito una popolarità tale da essere sempre più utilizzato in italiano nella forma Chi nasce tondo non può morire quadrato. La voce Cu(i) nasci tunnu (n)um-po-mmuriri quatratu è di fatto presente nel Vocabolario siciliano, nel quale è definita come “nessun individuo può mai mutare carattere, detto specialmente di persona stolta”.

Nella serie televisiva Montalbano, questo proverbio ricorre due volte: la prima, in italiano, nell’episodio 4, Il cane di terracotta; lo si ritrova poi una seconda volta, nella forma originale, nell’episodio 35, Salvo amato, Livia mia.

Nel primo caso, viene tradotto in due modi diversi: You can’t fit a square peg into a round hole (Acorn Media) e You can’t make a silk purse out of a sow’s ear (BBC e MHz). Sebbene You can’t make a silk purse out of a sow’s ear (Non si può fare una borsetta di seta con l’orecchio di una scrofa) esprima con efficacia il sicilianismo, You can’t fit a square peg into a round hole (Non si può far entrare un piolo quadrato in un foro tondo) mantiene la metafora geometrica ma non possiede la stessa connotazione dell’originale.

Anche nel secondo caso esistono due diverse traduzioni: The cake, as they say, is baked (Acorn Media e MHz) e A leopard can’t change its spots (BBC). Mentre A leopard can’t change its spots (Un leopardo non può mutare le proprie macchie) esprime il medesimo concetto dell’originale, The cake, as they say, is baked (La torta, come si suol dire, è cotta), somigliante all’italiano Ormai la frittata è fatta, appare semanticamente fuorviante. Peraltro, il proverbio The cake is baked non è attestato in alcun dizionario d’inglese.


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In inglese, sia nella varietà britannica sia in quella americana, esistono proverbi più appropriati per tradurre meglio il sicilianismo: Once a knave, always a knave (Furfante una volta, furfante sempre), Once a thief, always a thief (Ladro una volta, ladro sempre), You can’t get/draw blood out of/from a stone (Non si può cavare sangue da una pietra), Bad/Old habits die hard/are hard to die (Le cattive/vecchie abitudini sono dure a morire) e The leopard always shows his/her spots (Il leopardo mostra sempre le proprie macchie).

D’altro canto, sebbene esistano equivalenti propriamente italiani del sicilianismo come, ad esempio, Non si può cavare sangue da una rapa o Il lupo perde il pelo ma non il vizio, 

nessuno di questi sembra poter rendere a pieno la sicilianità del proverbio in questione, confermando altresì che il dialetto, spesso stigmatizzato, rimane una risorsa linguistica e, al contempo, un simbolo d’identità culturale ai quali non si può (e non si deve) rinunciare.

Sempre a proposito di dialetti come risorsa ma procedendo nel senso opposto, cioè dall’inglese all’italiano, nel doppiaggio di numerosi prodotti audiovisivi si è spesso fatto ricorso alla loro versatilità per tradurre le varietà regionali britanniche o americane. 

Basti infatti pensare all’adattamento della serie animata statunitense I Simpson (The Simpsons): la parlata tipica del proletariato urbano dell’area metropolitana di New York appartenente al Commissario Winchester (Chief Wiggum) si trasforma in un accento napoletano; l’americano con sfumature islandesi di Carl Carlson, collega e amico di Homer Simpson, viene reso da una marcata cadenza veneta; all’inglese scozzese del giardiniere Willie è assegnata un’inflessione sarda; l’accento della California meridionale che caratterizza Otto Disc (Otto Mann), l’autista dello scuolabus, si trasforma in milanese. 

Tuttavia, la pratica di tradurre le varietà regionali, inglesi e non, attraverso il dialetto si è ridotta notevolmente, soprattutto negli ultimi tempi, a causa delle numerose critiche che ne hanno portato alla luce i possibili effetti caricaturali, le questioni di distorsione culturale e la diffusione di pregiudizi sociali. 

La strada da seguire oggi per conservare la fedeltà al registro dei dialoghi originali sembra quindi essere quella di rinunciare ai dialetti veri e propri, agendo invece sulle sfumature della voce, sulle scelte lessicali come le espressioni gergali e sulle costruzioni sintattiche.