Hackerare Monopoly per parlare di trasformazioni urbane e crisi abitativa
Case troppo care, affitti introvabili, sfratti per trasformare gli appartamenti in Airbnb: è la vita reale, ma anche un gioco da tavolo. HACKERARE M0N0P0L1 parte da qui: un’espansione del celebre gioco da tavolo che trasforma il tabellone in una città contemporanea, tra gentrificazione, condoni, superbonus e discriminazioni nel mercato immobiliare. Pensato per le scuole, ma adatto a chiunque, usa il gioco per capire la crisi abitativa e immaginare alternative.
Famiglie che faticano a trovare una casa in affitto, costo delle case che sale alle stelle, alloggi di edilizia pubblica abbandonati, inquilini sfrattati per poter mettere l’appartamento su Airbnb: sono temi ormai all’ordine del giorno, che raccontano diversi volti problematici delle trasformazioni delle città italiane.
Nonostante la loro rilevanza sociale, politica ed economica, tali temi risentono di un approccio tecnicista, ossia sono considerati troppo ostici da affrontare per chi non possiede delle competenze specialistiche.
È vero, per poter essere compresi a fondo richiedono certamente alcune conoscenze di base, ma queste non sono poi così difficili da acquisire, soprattutto se si avvia un processo diffuso di alfabetizzazione sulla crisi abitativa e i mutamenti delle città italiane. I modi per farlo sono molti e diversi. Tra questi c’è anche il gioco.
LEGGI ANCHE
Si può fare filosofia giocando ai videogame?
È questa l’idea che sta alla base di HACKERARE M0N0P0L1, un progetto nato dall’incontro – invero piuttosto casuale (durante un festival di arti visive) – che ho avuto, nella primavera del 2024, con il collettivo artistico Zeroscena, composto da Elisa La Boria e Luka Bagnoli. Grazie al supporto di alcune strutture universitarie (tra cui i centri di ricerca OMERO – Centro interdipartimentale in studi urbani dell’Università di Torino e FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino),
abbiamo potuto ideare e realizzare un’espansione di Monopoly che, usata insieme alla versione classica di quest’ultimo, lo trasforma in un serious game, ossia un gioco che assolve intenzionalmente scopi di altro tipo rispetto al puro intrattenimento.
L’operazione di hackeraggio di Monopoly – che ha dato il nome all’espansione e ispirato la linea grafica ed estetica del progetto – dà luogo a una serie di variazioni rispetto al tradizionale gioco in scatola, inserendovi rimandi alla realtà urbana contemporanea (pur senza perderne la componente ludica).
L'obiettivo è, come detto, quello di stimolare attraverso il gioco l'inizio di un processo di conoscenza di alcuni elementi chiave del sistema abitativo e delle trasformazioni urbane in Italia.
Tra questi, componenti cruciali quali l’edilizia pubblica oppure processi e pratiche che caratterizzano diffusamente molte città (per esempio, la gentrificazione e la studentificazione, oppure le occupazioni abitative o l’abusivismo edilizio), così come politiche pubbliche che plasmano in profondità la vita quotidiana di molti italiani (la privatizzazione delle case popolari, l'assenza di sostegno all'affitto o gli incentivi alla proprietà immobiliare sotto forma di bonus).
In questo contesto, grazie alla completa riscrittura delle carte-probabilità e delle carte-imprevisti, chi gioca si trova a fare i conti con temi che chiunque viva in città affronta quotidianamente.
Alcune di queste carte, poi, danno la possibilità di costruire due nuovi tipi di edifici, oltre alle classiche case e alberghi: l’abuso edilizio e l’edilizia pubblica.
Inoltre, contrariamente a Monopoly in cui tutti cominciano la partita con le stesse dotazioni di capitale economico e fondiario, in HACKERARE M0N0P0L1 ciascun giocatore pesca una carta-personaggio alla quale sono associate diverse condizioni di ricchezza (in termini di denaro) e proprietà fondiaria e immobiliare (ossia strade e case). A esse si associa anche la presenza di possibili discriminazioni, assegnate tramite un’apposita carta che limita, per i personaggi discriminati, la possibilità di comprare altre proprietà – alludendo in questo modo alle forme di discriminazione che caratterizzano ancora il mercato immobiliare in Italia e che riguardano, per esempio, le persone migranti.
Il gioco è stato progettato pensando soprattutto al mondo della scuola secondaria, di primo e secondo grado, partendo dall’idea che l’operazione di alfabetizzazione a cui esso mira debba prendere corpo innanzitutto dentro il sistema scolastico. Tuttavia, così come il tradizionale Monopoly, HACKERARE M0N0P0L1 è adatto a qualsiasi pubblico:
può essere utilizzato in occasione di eventi di terza missione da parte delle università, così come di iniziative di discussione e informazione da parte di movimenti sociali per il diritto alla casa; ma anche per una semplice partita in casa. A oggi ne sono state distribuite diverse decine di copie a scuole, biblioteche e associazioni.
Si dice che Monopoly sia l'unica opportunità per mandare in bancarotta una persona pur rimanendole amico. Chiunque di noi vi abbia giocato sa bene quanto ciò sia vero. Con HACKERARE M0NP0L1 speriamo che, oltre a divertirsi, si possa riflettere criticamente su un punto fondamentale: solo in un gioco dovrebbe essere accettabile lasciare che le persone annaspino (e talvolta anneghino) tra i marosi del mercato immobiliare.
HACKERARE M0N0P0L1 è distribuito tramite licenza Creative Commons 4.0 CC BY-NC-SA ed è liberamente scaricabile da un’apposita pagina internet, dove sono presenti tutti i componenti della confezione in un formato stampabile con una stampante domestica.
Alcune confezioni del gioco sono state realizzate grazie al finanziamento e al supporto di enti universitari connessi a Università di Torino e Politecnico di Torino (per esempio, i centri di ricerca OMERO – Centro interdipartimentale in studi urbani dell’Università di Torino e FULL – Future Urban Legacy Lab del Politecnico di Torino, così come il Dipartimento interateneo di scienze, politiche e progetto del territorio), oltre che attraverso una campagna di crowdfunding; tali confezioni sono distribuite gratuitamente a insegnanti o altri soggetti che ne vogliano fare un utilizzo collettivo in ambito educativo (a tal fine, scrivere a francesco.chiodelli@unito.it).