Fuori posto #13 - Si può giocare con tutto? Ne parliamo al Jolly Joker con Riccardo Fassone
Una vita senza giochi sarebbe un’esistenza di grande privazione, perché grazie al gioco possiamo divertirci, ma anche sperimentare di tutto, o quasi. Ne parliamo al Jolly Joker, primo game cafè di Torino, insieme a Riccardo Fassone, che insegna Storia e teorie delle forme videoludiche a UniTo.
Il Jolly Joker è il primo Game Cafè di Torino e uno dei primi in Italia: qui si può partecipare a tornei di Dungeons & Dragons, sessioni di giochi di ruolo e da tavolo, mentre si gusta una birra artigianale. Perché al Jolly Joker da sempre il gioco è soprattutto un’esperienza di comunità e socialità.
Ci siamo andate con Riccardo Fassone, docente e ricercatore all’Università di Torino, che studia i videogiochi e la cultura del gioco e che, insieme al professore Giaime Alonge, ha fondato il Centro Studi sul Gioco e la Ludicità.
A Riccardo abbiamo chiesto perché da grandi il gioco diventa quasi un tabù, anche se poi nella realtà, e per fortuna, non si smette mai di giocare.
Un altro luogo comune che abbiamo provato a sfatare è che i videogiochi inducono soprattutto i giovani all’isolamento. I giochi però non escludono il mondo reale, ma anzi lo rielaborano per trasformarlo in un sistema accessibili e facilmente manipolabile. Proprio l’astrazione e la semplificazione sono i meccanismi chiave del game design che ci permettono di giocare con tutto, o quasi.
Questo è Fuori Posto. Una volta al mese scegliamo un luogo con una storia che ci ispira. E ci andiamo insieme a una ricercatrice o un ricercatore dell’Università di Torino.
Perché ci sono scintille che si accendono in laboratorio e nelle aule dell’università, ma altre idee nascono quando chi fa ricerca rompe la sua routine ed esce dalle mura dell’accademia.