Cosa succede sotto Torino? Come la città scalda le acque sotterranee
Sotto Torino scorre un’acqua “invisibile”: sono le acque sotterranee dell’acquifero superficiale, uno strato del sottosuolo che immagazzina e fa circolare l’acqua, formando un importante serbatoio naturale. Il nostro studio ha monitorato questa risorsa nel tempo, misurando sia il livello dell’acqua sia la sua temperatura. I risultati mostrano due cambiamenti: il livello della falda sta diminuendo mentre le acque si scaldano. La causa è un mix di cambiamento climatico e attività umane. Capire cosa succede sotto i nostri piedi è il primo passo per proteggere una risorsa che, anche se invisibile, non è inesauribile.
Sotto i marciapiedi, le infrastrutture e le metropolitane di ogni grande città scorre una risorsa invisibile e silenziosa, ma fondamentale: l'acqua sotterranea. In tutto il mondo, le acque sotterranee forniscono acqua potabile a oltre un miliardo e mezzo di persone e sostengono attività essenziali come l’agricoltura e l’industria. Ma cosa succede quando sopra di loro cresce una metropoli?
Per provare a rispondere a questa domanda, il nostro gruppo di ricerca di Idrogeologia del Dipartimento di Scienze della Terra si è concentrato sulla falda superficiale dell'area metropolitana torinese, cioè lo strato più vicino alla superficie in cui l’acqua si accumula e scorre nel sottosuolo.
Lo studio, pubblicato nel 2025 sulla rivista internazionale “Groundwater for Sustainable Development”, ha analizzato dodici anni di dati raccolti attraverso una rete regionale di monitoraggio, integrandoli con tre campagne di misurazione diretta sul campo, condotte nel 2022 su 31 punti distribuiti sul territorio cittadino.
In questo modo, è stato possibile mappare l’evoluzione della falda nel tempo e comprendere com’è variata la temperatura, sia in superficie sia scendendo in profondità.
Il quadro che è emerso è quello di un sistema idrogeologico - che è l’insieme delle acque sotterranee e delle rocce nelle quali esse scorrono - sotto pressione.
Tra il 2010 e il 2022, il livello della falda è sceso in media di circa un metro, con una diminuzione particolarmente marcata negli ultimi due anni osservati, coincisi con un prolungato deficit di precipitazioni. Il 2022, inoltre, è stato l'anno più caldo registrato in Piemonte dal 1754 con temperature medie superiori di 1,6 gradi rispetto alla norma e precipitazioni ridotte del 65%. Questa anomalia climatica si è riflessa direttamente nel sottosuolo.
Il livello della falda non è l’unico parametro dell’acqua che è cambiato nei dodici anni osservati: anche la temperatura si è modificata.
Sotto la città l’acqua non ha una temperatura uniforme: nelle aree rurali e periferiche è più fresca, mentre tende a riscaldarsi procedendo verso est, in direzione del fiume Po.
Le temperature più elevate si registrano nelle zone centrali della città di Torino, dove è maggiore la presenza di edifici e superfici impermeabili. Asfalto, cemento e infrastrutture urbane accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano, trasferendolo anche al terreno fino a raggiungere la falda. Questo fenomeno - noto come isola di calore urbana sotterranea - crea un’area nel sottosuolo urbano in cui le temperature sono mediamente più elevate rispetto alle zone circostanti.
Accanto a questi trend generali, abbiamo osservato delle vere e proprie “impronte digitali” dell’attività umana nel sottosuolo: picchi di calore vicino ad aree industriali, a impianti geotermici che utilizzano acqua di falda per il loro funzionamento, e a infrastrutture sotterranee come tunnel ferroviari e metropolitani.
Ma la temperatura delle acque sotterranee varia anche con la profondità: all’alternarsi delle stagioni, i primi 15-20 metri di acqua sotto la superficie del suolo si riscaldano in estate e si raffreddano in inverno, con alcuni mesi di ritardo rispetto alla temperatura dell’aria. Scendendo in profondità, però, la temperatura tende a stabilizzarsi, protetta dal suolo e dai sedimenti sovrastanti.
Il risultato più interessante e inaspettato è che la temperatura delle acque sotterranee sta aumentando: un incremento di circa mezzo grado in 12 anni. Può sembrare poco, ma non lo è. La temperatura delle acque sotterranee, infatti, influenza la qualità chimica e biologica dell'acqua stessa, condiziona gli ecosistemi che da essa dipendono e ne determina il potenziale di utilizzo come fonte di energia geotermica. Ad esempio, i micro-organismi che vivono nel sottosuolo sono adattati a specifiche temperature e la comunità scientifica sta cercando di capire se queste piccole variazioni possono avere conseguenze sulla loro sopravvivenza.
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Questi risultati offrono una fotografia dettagliata di un sistema complesso, in cui fattori naturali e antropici si intrecciano in modo non sempre prevedibile. La nostra ricerca non si limita al caso torinese: il metodo sviluppato può diventare un riferimento per altre città, fornendo basi scientifiche per modelli previsionali capaci di anticipare gli effetti del cambiamento climatico e dell'espansione urbana sulle risorse idriche sotterranee. Un patrimonio invisibile che, per essere protetto, deve prima essere compreso.