Blogger, blogueur, bloguero. Il viaggio degli anglicismi tra italiano, francese e spagnolo
Follower, spoiler, streaming. Esistono termini inglesi che abbiamo rinunciato a tradurre in italiano e fanno ormai parte della nostra lingua. Succede la stessa cosa in altre lingue, come il francese e lo spagnolo, anche se con modalità diverse. Questo accade soprattutto per quel che riguarda gli ambienti più frequentati da giovani, come social media, tv e videogiochi, ma è una dinamica tipica di appartenenza sociale e di voglia di differenziarsi dalle generazioni precedenti.
Stefania Cicillini
Università degli Studi di Pavia
Perché usiamo parole inglesi senza cercare un equivalente nella nostra lingua? Come si spiega che termini come podcast, follower o chat nel linguaggio dei media e digitale sono praticamente intraducibili in italiano? L’influenza dell’inglese sulla tecnologia, sui social media e sulla cultura pop si fa sempre più spazio tra le lingue parlate nel mondo. Ma come reagiscono le diverse culture?
Il nostro studio mette a confronto tre lingue “sorelle” di origine latina - l’italiano, il francese e lo spagnolo - per capire come accolgono e rielaborano i prestiti dall'inglese. Per farlo abbiamo scelto di osservare un ambito dinamico e innovativo, quello del linguaggio dei giovani, considerando prestiti entrati in italiano dopo il 1990, ad eccezione di follower, spoiler (che esistevano già anche se con altri significati) e wow.
Questa varietà linguistica sociale, o socioletto, si contraddistingue per creatività, vivacità e informalità, ed è proprio qui che gli anglicismi, cioè le parole prese in prestito dall'inglese, circolano con maggiore facilità. Oltre a svolgere una funzione comunicativa, il linguaggio giovanile rispecchia dinamiche identitarie delle nuove generazioni, favorendo un senso di appartenenza al proprio gruppo sociale e mostrando al contempo la volontà di differenziarsi rispetto alle norme linguistiche tradizionali. Social media, serie TV e videogiochi rappresentano contesti in cui l'inglese è una presenza costante e del tutto naturale. L’uso di queste piattaforme influenza fortemente il modo in cui i giovani comunicano e si esprimono, rendendo il loro parlato particolarmente distintivo e internazionale.
Per analizzare questo fenomeno, abbiamo utilizzato il Global Anglicism Database (GLAD), una banca dati dedicata agli anglicismi presenti in numerose lingue e su cui lavoriamo da molti anni con un gruppo di ricercatori e ricercatrici di diverse nazionalità.
L'obiettivo di questo studio è stato quello di mettere a confronto un campione di prestiti inglesi registrati in italiano, francese e spagnolo a partire dagli anni ‘90 e studiare i meccanismi di integrazione adottati da ciascuna lingua.
La ricerca si è concentrata su alcuni termini appartenenti agli ambiti più vicini al mondo giovanile, cioè i social media, la comunicazione digitale, la musica, l’intrattenimento, e le relazioni sociali. Dopo aver inizialmente selezionato 246 anglicismi registrati in italiano in questi ambiti, abbiamo poi verificato la loro presenza in francese e in spagnolo, utilizzando anche alcuni dizionari e corpora linguistici - raccolte digitali di testi che permettono di osservare come le parole vengono usate in contesti autentici - al fine di individuarne i significati esatti, gli usi e i tipi di integrazione.
L'indagine ha dimostrato che le tre lingue non accolgono i prestiti inglesi allo stesso modo: gli anglicismi possono essere accolti senza alcun adattamento dalla forma originale, adattati alla forma della lingua di arrivo o tradotti.
Nella banca dati di riferimento abbiamo notato una netta prevalenza di termini nell'ambito della comunicazione digitale. Alcuni sono ormai così familiari da essere usati abitualmente, come i vari dispositivi elettronici (smartphone, tablet, webcam), i protagonisti del web (blogger, influencer, youtuber), le azioni che si compiono online (gaming, hack, post) e i principali generi della comunicazione digitale (blog, chat, podcast).
Nuovi significati nascono da prestiti meno recenti, come è avvenuto per la parola spoiler, che da “dispositivo aerodinamico di un’auto o un aereo” ha assunto il significato prevalente di “'anticipazione indesiderata della trama di un film o di una serie TV”, da cui sono nate in italiano le forme verbali spoilerare e spoilerato.
I verbi sono normalmente integrati nei sistemi linguistici, con la terminazione in -are per l’italiano (chattare, postare), ‑er in francese e ‑ar in spagnolo come nelle forme chatter, chatear; poster, postear. L’integrazione avviene anche nei sostantivi, come per il termine blogger che viene mantenuto in italiano nella forma inglese, mentre in francese viene adattato a blogueur e in spagnolo bloguero.
In ambito musicale possiamo citare i termini grunge e playlist, nel settore dello svago happy hour, rave e skater, nel campo dell’identità e della sessualità drag queen, queer e sexting. Infine, l’interiezione wow, di diffusione pressoché globale, è graficamente resa come waouh o ouah in francese e guau (oltre a wow) in spagnolo, mentre like come espressione di condivisione e apprezzamento sui social media è utilizzato dalle tre lingue nella sua forma inglese.
La sostituzione con termini della lingua di arrivo (chiamati calchi traduttivi) sono presenti in francese e in spagnolo, come per il termine informatico cloud (utilizzato in italiano), che viene sostituito da nuage in francese e nube (insieme a cloud) in spagnolo. Un esempio interessante delle relazioni sociali dei giovani è il termine friendzone (letteralmente “zona degli amici”), registrato in italiano (anche come verbo “friendzonare”) e in spagnolo ma non in francese, che denota una situazione affettiva asimmetrica, in cui la persona innamorata è tenuta suo malgrado a distanza perché l’amico o l’amica non condividono lo stesso interesse.
LEGGI ANCHE
“Chiamo fréro mio fratello”. Cosa racconta la trap del linguaggio delle nuove generazioni
Il nostro studio conferma la continua influenza dell'inglese sulle lingue europee, in particolare sul lessico dei settori moderni di maggiore interesse e fra i giovani. Per ragioni storiche e culturali, le tre lingue osservate reagiscono a questa influenza in modo diverso: l'italiano si rivela la lingua più aperta agli anglicismi, spesso mantenuti nella forma originale; il francese tende a mostrare maggiore resistenza proponendo adattamenti e traduzioni; lo spagnolo occupa una posizione intermedia, accettando molti prestiti ma adattandoli più frequentemente alla propria struttura grafica e morfologica. Osservare questi fenomeni è importante per continuare a descrivere l’evoluzione delle lingue moderne.
La ricerca del network internazionale GLAD continua. L’obiettivo è il confronto tra l’impatto dell’inglese nelle varie lingue malgrado l’obiettivo non sia facile, soprattutto tra lingue affini e su parole nuove e non ancora stabili. Il prossimo lavoro sarà l’elaborazione di un modello di confronto da applicare a lingue molto diverse come il tedesco, il polacco, il giapponese… Un’impresa non facile, ma vi faremo sapere!
Cicillini, S. & Pulcini, V. (2026). English-induced loanwords in Italian, French and Spanish youth language. In Gottlieb H. et al. (eds.), Anglicisms around the globe: cross-linguistic studies on the impact of English, Routledge (pp.84-106)