REMEDIA - Lingua medicina malattia

Remedia è un gruppo di lavoro costituito da linguisti che operano in sinergia con altri saperi in un’ottica di interdisciplinarietà. Il progetto di Remedia mira a mettere in luce i rapporti che legano lingua, medicina, malattia isolando una diversa forma di sapere sulla vita.

La storia di "Remedia - Lingua Medicina Malattia" ha avuto inizio quando, leggendo il diario di un uomo autistico che non aveva mai parlato ma compilava lunghe liste di parole ordinate per ‘classi’ (nomi di fiori, di mezzi di trasporto, di persona e altro ancora) abbiamo avuto la certezza lampante che in quel taccuino abitasse il senso profondo della sua malattia e quindi, innanzitutto, della sua vita.
La storia è poi proseguita quando parlando con un paziente psicotico, che affermava le ragioni del suo delirio, l’abbiamo sentito dire «io con le parole mi gioco la vita». E ancora, tappa dopo tappa, ascoltando un oncologo mentre affermava che il medico deve innanzitutto coltivare l’arte del discorso perché, se si occupa di fine vita, sa che soltanto parlando darà ai suoi pazienti la certezza di essere ricordati.
Abbiamo poi constatato che nella trattatistica medica di ogni epoca non c’è testo che non si interroghi implicitamente o esplicitamente su quale lingua, registro, terminologia usare o inventare. E ci è parso di capire che un malato di Alzheimer ricordasse qualcosa di sé cantando piuttosto che parlando.
Per tutte queste ragioni, attraverso un approccio interdisciplinare che mette in dialogo innanzitutto linguistica e scienza medica, Remedia studia la lingua della medicina e le lingue della malattia come direttrici complementari di una vera "scienza dell’umano".


impatto sulla società

Le ricerche sulla storia della lingua medica ricostruiscono una parte di storia della lingua ancora tutta da sondare. Le ricerche di psicopatologia del linguaggio contribuiscono alla descrizione dei tratti linguistici che caratterizzano le grammatiche patologiche. In questo senso possono offrire alla medicina gli indicatori per le diagnosi anticipate, l’identificazione degli stadi della malattia e uno strumento di monitoraggio del suo decorso. Comprendere il modo di parlare/scrivere del malato è un passo essenziale per migliorare la qualità del rapporto medico-paziente e del processo di cura.


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Raffaella Scarpa
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