Vita

Capire i meccanismi del dolore cronico per trattarlo efficacemente

Nel corso del progetto PANTAPAIN abbiamo studiato due neuromodulatori coinvolti nella trasmissione del dolore, al fine di comprendere meglio i meccanismi alla base del dolore cronico e sviluppare nuovi farmaci per il suo trattamento

Il dolore è la percezione di una sensazione ostile o spiacevole originata da una certa regione del corpo o dai visceri. L’Associazione Internazionale per lo Studio sul Dolore ne ha dato la seguente definizione: “Il dolore è una sensazione sgradevole e un’esperienza emotiva associata ad un danno tissutale effettivo o potenziale, o comunque descritta nei termini dell’esistenza di una tale lesione”.
Il dolore è quindi un campanello d’allarme che ci avverte che qualcosa non va nel nostro corpo, è altamente soggettivo e presenta importanti componenti emozionali. La sensazione del dolore viene inizialmente percepita da specifici sensori cutanei, chiamati recettori (nocicettori), posti sulla superficie del corpo, che ricevono gli stimoli che arrivano dall’ambiente esterno. Tale sensazione è trasmessa al midollo spinale e poi al cervello, per mezzo di particolari vie chiamate nocicettive. Qui viene elaborata una risposta motoria adeguata al tipo di stimolo ricevuto.
Il dolore può essere acuto, a insorgenza improvvisa, oppure cronico, quando continua nel tempo. Nel primo caso viene considerato come un sistema protettivo di avvertimento, essenziale per la sopravvivenza e il benessere di ciascuno di noi. Il dolore cronico è il risultato di alterazioni a livello dei nocicettori periferici e delle vie centrali che trasportano le informazioni dolorifiche, per cui si ha una risposta esagerata a stimoli sia dolorifici sia non dolorifici.
A sua volta, il dolore cronico può essere distinto in: i) dolore infiammatorio, associato a processi infiammatori e/o a patologie osteoarticolari, muscolari, vascolari o viscerali; ii) dolore neuropatico, provocato da lesioni ai nervi o al sistema nervoso centrale dovute a traumi meccanici, malattie metaboliche (diabete), o ad agenti neurotossici.

Il progetto PANTAPAIN si è occupato di studiare il ruolo di due neuromodulatori, il fattore neurotrofico di derivazione gliale (GDNF) e il peptide somatostatina (SST), in modelli animali di dolore cronico. Soprattutto nelle forme croniche, infatti, il dolore è un problema sanitario largamente diffuso e non affrontato in maniera adeguata a causa della scarsa conoscenza dei circuiti nervosi che elaborano il dolore a livello spinale e dei meccanismi di modulazione coinvolti nella trasmissione nocicettiva. Durante il progetto abbiamo studiato l’espressione di GDNF, SST e dei recettori specifici che mediano le loro azioni a livello del midollo spinale, dove avviene l’elaborazione dell’informazione nocicettiva.
Il nostro lavoro ha dimostrato che in condizioni normali e di dolore GDNF e SST inibiscono l’informazione dolorifica a livello spinale. La caratterizzazione dei meccanismi regolatori utilizzati da questi due neuromodulatori, sia in condizioni fisiologiche sia di dolore persistente, pone le basi per studi sullo sviluppo di farmaci per il trattamento del dolore cronico in ambito clinico.


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autore

Chiara Salio
Dipartimento

Scienze Veterinarie
Pubblicato il

15 Dicembre 2016

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