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Inquinamento, Clima e Riscaldamento globale

Quando manca la pioggia. La crisi climatica che incide sul Nord d’Italia

Tra gli effetti del cambiamento climatico vi è l’aumento della frequenza di eventi estremi come gli episodi di siccità che colpiscono aree sempre più estese del Nord Italia. La riduzione delle precipitazioni e l’incremento delle temperature medie annue prevista nei prossimi decenni aggraverà la situazione con pesanti impatti socio-economici. 

La siccità è uno stato temporaneo del clima caratterizzato da lunghi periodi in cui le precipitazioni sono assenti. È un fenomeno naturale che si manifesta in tutti i tipi di clima e si differenzia dall'aridità che è uno stato climatico tipico dei settori più aridi del globo. Viene valutata in relazione al bilancio locale tra la precipitazione e l’evapotraspirazione rispetto all'intervallo temporale in cui si verifica ed interessa sempre più frequentemente l'area mediterranea, coinvolgendo il Nord Italia, storicamente ricco di riserva idrica. Eventi anomali come l’eccezionale prolungarsi dei periodi di magra del Po registrati nel 2003, 2011, 2015 e nel 2017, hanno contribuito a porre l’attenzione comune sugli impatti socio-economici e ambientali legati al fenomeno della siccità e su come essi non siano più associabili soltanto ad aree geografiche costantemente afflitte da carenza idrica.

Il mio progetto di dottorato si è focalizzato sulla caratterizzazione in termini di durata, percentuale di area colpita e intensità dei principali eventi di siccità nel Nord Italia: la scarsa alimentazione del più grande fiume italiano si può ripercuotere pesantemente su tutte quelle attività (settori agricoli ed energetici in primis) che necessitano di una forte domanda idrica. Nel corso del progetto sono stati osservati i principali eventi siccitosi nel passato (1965-2017) e nell’immediato (2020-2050) e lontano (2070-2100) futuro. Per fare ciò abbiamo raccolto dati di precipitazione e temperatura giornaliera registrati dalle stazioni meteorologiche ubicate sul territorio del Nord Italia e ricavati da diversi modelli di proiezione futura (progetto EURO-CORDEX e MED-CORDEX). Una volta controllata la loro qualità e consistenza, li abbiamo combinati con i principiali indici di siccità per calcolare gli eventi di siccità principali che hanno interessato e interesseranno il Nord Italia.

I risultati ottenuti hanno messo in luce che il primo evento siccitoso intenso si è verificato nell’inverno del 1983 con una durata di 15 settimane consecutive e che tali eventi sono diventati più frequenti e intensi a partire dagli anni 2000, con episodi di 35 settimane nel 2003 con il 58% dell’area interessata, e 34 settimane nel 2017. Lo studio ha anche mostrato che precedentemente agli anni 2000 la principale causa scatenante è la domanda evaporativa al di sopra della norma mentre dopo il 2000 sarà il cambiamento della distribuzione intra-annuale delle precipitazioni. Inoltre i settori delle Alpi occidentali e della Pianura Padana centrale sono quelli maggiormente colpiti da un incremento della gravità della siccità. Questi trend sono stati verificati e confermati anche per il futuro, in particolare l’aggravarsi della siccità si manifesterà con un aumento dell’estensione del periodo siccitoso e percentuale di area colpita. Infine si è osservato che, nella seconda parte di questo secolo la riduzione delle precipitazioni medie annue, più che l’evapotraspirazione sarà il principale fattore scatenante dell’evento siccitoso.


IMMAGINI

Questa storia di ricerca si trova in:


un racconto di
Alice Baronetti
DIPARTIMENTO / STRUTTURA

Pubblicato il

28 novembre 2019

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