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Inquinamento, Clima e Riscaldamento globale

Dall’essiccazione solare all’emancipazione femminile in Niger

Abbiamo realizzato due centri di trasformazione degli alimenti in Niger, che funzionano a energia solare. L’attività, che include essiccazione, insacchettamento e vendita dei prodotti, ha permesso di creare impiego per oltre 70 persone, quasi totalmente donne, e si sta moltiplicando autonomamente

Per rispondere alle esigenze di conservazione degli alimenti in Africa, in condizioni di assenza di elettricità, abbiamo sviluppato, sin dal 1992, diversi modelli di essiccatoio solare a ventilazione forzata. A questa linea di essiccatoi è stato dato il nome “Icaro” perché uno dei primi modelli aveva dei riflettori che sembravano delle ali. A oggi questi essiccatoi, costruiti interamente in Africa, sono centinaia. Il progetto per la costruzione è libero da brevetti e chiunque lo può scaricare da www.proener.unito.it. Il progetto Icaro ha ottenuto il terzo premio al concorso internazionale bandito dalla Banca Africana per lo Sviluppo (BAD) nel 2004.

Nel 2013 grazie al progetto europeo Energies durables dans les régions d'Agadez et Tillabéri, con capofila l’ONG italiana Terresolidali, abbiamo predisposto due centri per la trasformazione degli alimenti in Niger, corredati ciascuno da 20 essiccatoi solari e una macchina per l’insacchettamento con termosaldatura. Inoltre, sempre all’interno del progetto, abbiamo equipaggiato un orto con un sistema di irrigazione a goccia in cui il pompaggio è alimentato da un sistema fotovoltaico, e messo a punto un fornello a gassificazione che funziona con il pellet ricavato dagli scarti della produzione agricola.

Situati rispettivamente a Makalondi, vicino alla frontiera col Burkina Faso, e ad Agadez, nel centro del paese, i centri funzionano esclusivamente grazie a due impianti fotovoltaici da 6 kWp, e sono gestiti da due cooperative femminili.

La qualità dell’essiccazione e l’insacchettamento con etichettatura hanno permesso alle cooperative di crearsi un mercato in espansione, riuscendo a raggiungere città anche lontane dai centri di produzione. La cooperativa Tchidnass (nome di un tipo di palma in lingua locale) di Agadez ha vinto poi un premio nazionale per la qualità delle patate essiccate (a causa del caldo le patate tal quali in zona durano appena 15 giorni).
Visti i successi ottenuti, altri progetti, soprattutto svizzeri, tedeschi e spagnoli, hanno iniziato a promuovere la gemmazione di centri simili basati sulle stesse attrezzature. Alcune donne dopo aver fatto esperienza nelle cooperative, ne hanno fondate di proprie in città vicine avviando nuove attività.

Oltre a creare occupazione a beneficio delle popolazioni locali, la trasformazione in loco degli alimenti trattiene in loco la ricchezza derivante dalla trasformazione. Grazie alle scorte prodotte inoltre, si garantisce una maggiore sicurezza alimentare. Da un punto di vista sociale il progetto ha favorito un certo empowerment delle donne delle comunità locali: collaborare tra loro, conoscersi, percepire un salario stabile e partecipare all’attività produttiva, ha permesso loro di entrare a far parte della vita pubblica della città, e di ottenere, di conseguenza, una maggiore considerazione sociale.


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