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Epidemiologia, Terapie e Politiche sanitarie

LifeCycle: il progetto europeo per gli studi di coorte di nuovi nati

Grazie all'innovativo progetto LifeCycle nasce la prima piattaforma europea di data management delle coorti di nuovi nati. L’obiettivo è studiare i fattori di rischio precoce conseguenti alle esposizioni avvenute fin dal periodo embrionale e le ricadute sulla salute

L’avvio del dibattito sulle origini fetali delle malattie risale ormai al secolo scorso. Furono infatti gli studi epidemiologici condotti da David J. Barker (1938-2013), tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, a rilevare un’associazione tra il basso peso alla nascita e l’insorgenza di determinate malattie croniche nell’adulto. Da allora la cosiddetta life-course epidemiology non ha fatto che consolidare la ricerca scientifica finalizzata allo studio degli effetti a lungo termine, sulla salute degli individui, di esposizioni che agiscono fin dal periodo gestazionale.

A partire dal 1990 in Europa sono state create più di settanta coorti di nuovi nati, gruppi di persone osservate in modo prospettico, nel corso degli anni, per rilevare eventi di interesse sanitario. Tali coorti rappresentano delle risorse preziose per identificare una vasta gamma di fattori di stress precoce (associati a stili di vita, malattie, esposizione a farmaci o ad altre sostanze, ecc.) che influenzano le traiettorie di salute e risultano legati alla comparsa e all'evoluzione delle malattie non trasmissibili. In Italia la coorte più numerosa è attualmente rappresentata da NINFEA, un progetto partito nel 2005 che conta oggi la partecipazione di 7500 mamme e bambini.

Nell'aprile 2017 è stata avviata la prima rete europea di studi di coorte di nuovi nati: LifeCycle. Il progetto, che riunisce 18 partner provenienti da dieci diversi Paesi europei e dall'Australia, rappresenta un capitolo importante nel cammino della life-course epidemiology. Per questo la nostra partecipazione come Università degli Studi di Torino, attraverso NINFEA, ci rende particolarmente orgogliosi: siamo infatti gli unici rappresentanti italiani nel consorzio internazionale. In particolare, la nostra équipe sarà impegnata a sviluppare la componente metodologica e a creare gli indicatori per valutare l'impatto dello stato socio-economico sui tre esiti di salute del progetto: respiratoria, cardio-metabolica e mentale.

LifeCycle vedrà la partecipazione di 250mila bambini e genitori, la EuroCHILD Cohort Network, finalizzata allo sviluppo di progetti di ricerca particolarmente innovativa. L'obiettivo è quello di arricchire i dati già disponibili nell’ambito delle singole coorti con nuovi indicatori di esposizione ambientale (inquinamento atmosferico e acustico, elementi urbani), socio-economica (status economico famigliare, livello di studio, migrazioni di prima o seconda generazione) e di stili di vita (dieta, attività fisica, fumo e alcool, pattern di sonno). I risultati delle ricerche saranno poi tradotti in politiche di prevenzione e intervento focalizzate sulla prima fase della vita.

(Racconto di Ricerca del prof. Lorenzo Richiardi e della dott.ssa Paola Ivaldi)


un racconto di

Lorenzo Richiardi
Dipartimento

Pubblicato il

05 maggio 2017

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