Infezioni e difese

Colpire le cellule staminali tumorali per curare il tumore al seno

Fra i tipi di tumore al seno, quello triplo negativo è ancora senza cure efficaci. Noi proponiamo di curarlo colpendo le cellule staminali tumorali (CSC), responsabili di recidive, metastasi e resistenza alla chemioterapia. A tal fine abbiamo identificato potenziali bersagli molecolari delle CSC

In Italia una donna su 8 viene colpita dal tumore al seno nel corso della propria vita. Fortunatamente la mortalità per questo tumore è in costante diminuzione grazie alla diagnosi precoce e a terapie mirate che colpiscono in maniera specifica le cellule del tumore. Lo fanno grazie ad alcune molecole che si trovano sulla loro superficie come ad esempio il recettore per gli estrogeni o per il progesterone, e il recettore HER2. Tuttavia non tutti i tipi di tumore al seno sono uguali, e alcuni non rispondono alle suddette terapie. Si tratta dei tumori chiamati“tripli negativi”, che non presentano sulla loro superficie né il recettore per gli estrogeni, né quello per il progesterone, né HER2, e per i quali la chemioterapia rimane l’unica opzione. Mostrano inoltre una natura particolarmente aggressiva: tendono a dare origine a recidive e metastasi più facilmente rispetto agli altri tipi di tumore al seno. Si pensa che alla base di questi fenomeni si trovino le cellule staminali tumorali. È quindi importante trovare una terapia in grado di colpire la piccola popolazione di cellule staminali tumorali, che sono una minoranza rispetto alla gran parte delle cellule tumorali, sensibili invece alla chemioterapia.

Abbiamo dunque deciso di confrontare i geni espressi dalle cellule staminali tumorali del cancro al seno triplo negativo con quelli espressi dalle cellule tumorali non staminali, in modo da trovare un bersaglio molecolare specifico.
Per fare ciò, abbiamo fatto ricorso alle cosiddette tumorsfere, strutture tridimensionali originate da singole cellule staminali tumorali, che permettono di incrementare la percentuale delle cellule staminali tumorali stesse. Analizzando i geni espressi in modo diverso tra cellule staminali e non staminali, ci siamo concentrati su quelli che sono maggiormente espressi nelle prime e che producono proteine poi esposte sulla superficie delle cellule.
Abbiamo così identificato circa 20 molecole potenzialmente bersagliabili sulle cellule staminali tumorali. Tra queste, la Teneurina 4 rappresenta un ottimo candidato, e la sua funzione nei tumori è al momento sconosciuta.

Attualmente stiamo valutando i livelli di espressione della Teneurina 4 nei tumori di pazienti affette da tumore al seno triplo negativo e accertando il suo coinvolgimento nella biologia delle cellule staminali tumorali. Il passo successivo consiste nello sviluppare un vaccino anti-tumorale che sia in grado di attivare il sistema immunitario delle pazienti stesse contro le cellule staminali tumorali che espongono sulla loro superficie la Teneurina 4, causandone l’eliminazione. Questo potrebbe portare a un importante cambiamento nel trattamento dei tumori tripli negativi e in futuro di tutti i tumori che producono la Teneruina 4.


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autore

Federica Cavallo
Dipartimento

Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute
Pubblicato il

28 Dicembre 2016

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