Neuroscienze e Malattie neurologiche

INDIVIDUATE NEL CERVELLETTO CELLULE STAMINALI ATTIVE DOPO LA NASCITA

Pubblicato sul Journal of Neuroscience di maggio 2015, il nostro studio identifica e localizza nel cervelletto le cellule staminali attive che ancora dopo la nascita producono neuroni e glia

Il suo nome - "piccolo cervello" dal latino "cerebellum" - potrebbe trarre in inganno: il cervelletto ospita infatti la popolazione neuronale più abbondante del sistema nervoso e tipi cellulari estremamente eterogenei.
Il suo sviluppo (peculiare rispetto al resto del cervello perché avviene prevalentemente dopo la nascita e non durante la fase embrionale) è stato finora poco studiato e molti aspetti rimangono da chiarire. Tra questi, la localizzazione e il comportamento di cellule staminali attive dopo la nascita: 'progenitori' che producono sia neuroni sia cellule gliali.
Il gruppo di ricerca del NICO - Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi - guidato da Annalisa Buffo e composto da Elena Parmigiani, Ketty Leto e Chiara Rolando - ha chiarito questi aspetti, mostrando per la prima volta sia l'esistenza e la precisa localizzazione nel tessuto di queste cellule bipotenti, sia come si moltiplicano fino al loro esaurimento.
Tramite complesse analisi clonali - svolte in collaborazione con L'Istituto Cajal del Consiglio Nazionale delle Ricerche Spagnolo - le ricercatrici hanno 'seguito' le cellule figlie di un unico progenitore, scoprendo che cellule simil-staminali proliferanti presenti nella sostanza bianca del cervelletto sono bipotenti, in grado cioè di generare astrociti (glia) e neuroni.
I risultati dello studio - pubblicati sul prestigioso Journal of Neuroscience - confermano quindi la presenza nel cervelletto di progenitori di cellule molto simili alle staminali neurali, ma che a differenza di queste non si auto-mantengono, esaurendosi dopo un paio di settimane dalla nascita.
È probabile tuttavia che alcuni di questi progenitori rimangano come elementi silenti anche nell'adulto, ed è possibile ipotizzare di "riattivarli" in seguito a un danno, generando nuovi neuroni nel cervelletto che invecchia o si ammala.

Articolo scritto con Barbara Magnani
Fotografia di Barbara Magnani


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autore

Annalisa Buffo
Dipartimento

Neuroscienze "Rita Levi Montalcini"
Pubblicato il

15 Giugno 2015

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