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Studio del passato dell'umanità

Le origini cristiane dalla figura di Gesù ai cristianesimi marginali

Questo studio si concentra sulla storia delle origini cristiane: Gesù e i suoi seguaci, i movimenti cristiani marginali, gli scritti protocristiani e gli apocrifi, la datazione dei Vangeli

Lo studio delle origini cristiane da sempre costituisce un ambito privilegiato di indagine per la Storia del Cristianesimo. Un tema centrale, oggetto di continuo rinnovamento metodologico, è il problema storico della figura di Gesù, che si articola in diversi filoni di indagine: il particolare statuto dei documenti e la loro interpretazione; la costruzione e la stabilizzazione di tradizioni che lo riguardano; l’individuazione di elementi storici all’interno di fonti destinate alla propaganda religiosa; l’intricato rapporto fra storia, fede, narrazione e memoria.

Quanto conosciamo riguardo a Gesù è in larghissima parte dovuto ai suoi seguaci, membri di un movimento che è sopravvissuto alla morte del suo fondatore: lo studio dei primi sviluppi del movimento gesuano - idealmente unitario ma al contempo sfaccettato in gruppi con credenze e sensibilità differenti - passa anche attraverso l’analisi dei rapporti di questi gruppi con il mondo circostante, sia quello giudaico sia quello “pagano”.
La progressiva emergenza di un “cristianesimo” maggioritario, che assumerà la forma strutturata della cosiddetta “grande Chiesa”, si trovò a fronteggiare il fenomeno della persistenza di “cristianesimi” marginali: l’attenzione verso di essi, oggetto di un crescente interesse storiografico, è utile per ricostruire il variegato quadro del fenomeno religioso cristiano nell’antichità; esso inoltre permette di verificare e descrivere i meccanismi di inclusione e di esclusione che si attivano soprattutto in concomitanza con l’emergenza di competizioni e conflittualità tra i vari gruppi. Fra i numerosi cristianesimi marginali, sono oggetto di particolare considerazione sia i movimenti “giudeocristiani” composti da quei seguaci di Gesù che restarono maggiormente ancorati alle credenze e alle pratiche ebraiche, sia il complesso fenomeno dello “gnosticismo” antico, con un occhio non soltanto alle fonti latine e greche, ma anche a quelle in lingua copta.

Sempre nel contesto di una maggiore valorizzazione dei cristianesimi marginali si inserisce il tema della letteratura cristiana apocrifa, espressione di movimenti e contesti che si affiancano e talora si contrappongono a quelli rappresentati dagli scritti in seguito canonizzati (la Bibbia). Un promettente campo di indagine è quello della datazione degli scritti protocristiani; in particolare, la datazione tradizionale dei Vangeli più antichi (II metà del I secolo) risulta sempre meno solida a fronte di indizi che potrebbero spingerne la composizione fino alla prima metà del secolo successivo. Recenti studi sul Vangelo di Marcione, compiuti e promossi dalla sezione storico-religiosa torinese, riaprono il dibattito non soltanto sulla datazione ma anche sulla successione temporale e sulla reciproca influenza di tutti i più antichi Vangeli.


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autore

Andrea Nicolotti
coautore

Claudio Gianotto
Dipartimento

Pubblicato il

12 luglio 2018

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