Studio del passato dell'umanità

Italia e Francia alle soglie della modernità

La ricerca studia alcuni aspetti dei rapporti culturali Italia-Francia fra Medioevo e Rinascimento nell’antico ducato di Savoia, in cui la grande circolazione di modelli culturali fu favorita dal movimento di uomini e documenti nelle istituzioni: corti, cancellerie, comunità cittadine enti religiosi

La domanda a cui si è cercato di dare risposta riguarda come i modelli di gestione del potere elaborati sui due versanti alpini a livello politico, amministrativo, religioso e culturale sono stati acclimatati nel Ducato per costruire apparati di governo che hanno influenzato l’azione politica locale, la vita delle comunità e la cultura. Abbiamo studiato fonti documentarie (cartari di enti religiosi, raccolte notarili, documenti amministrativi, statuti e ‘ordinati’ comunali), fonti narrative (cronache) e opere letterarie. L’interazione tra storici, paleografi, filologi romanzi e studiosi della letteratura e della cultura francese è stata importante per comprendere più a fondo le dinamiche in atto osservando la documentazione da prospettive diverse e con metodologie di ricerca complementari. Ne è un esempio lo studio dell’attività di Perrinet Dupin (sec. XV), letterato, cronista e segretario del duca Filiberto I, autore di un romanzo di cavalleria e di un’inchiesta storica in preparazione a una storia di Amedeo VIII.

La corte, luogo di passaggio di politici, diplomatici, letterati e religiosi, è stata studiata in dettaglio soprattutto per il tema degli scambi devozionali fra corti e dell’autorappresentazione del potere dinastico attraverso il sistema di culto e degli spazi sacri (a partire dalla fortuna del modello della Sainte-Chapelle di Parigi riprodotto nella Sainte-Chapelle di Chambéry, istituita per ospitare la Sindone). Anche lo studio dell’influenza esercitata da Margherita di Francia, moglie di Emanuele Filiberto e donna coltissima, sulla vita di corte a metà Cinquecento ha permesso di approfondire le conoscenze su un periodo di intensi scambi tra intellettuali, tolleranza religiosa, promozione della cultura volta alla ricostruzione del prestigio del ducato. È stata forse Margherita a portare a Torino una copia della prima traduzione francese dell’Inferno di Dante Alighieri, di cui sarà presto pubblicata l’edizione critica.

I risultati della ricerca sono stati diffusi attraverso tre convegni internazionali a Torino, la partecipazione a colloqui e giornate di studio in Europa e Stati Uniti, la pubblicazione di un volume collettivo. La ricerca ha permesso di creare sinergie a livello nazionale e internazionale sia con i partner del progetto, sia con altre istituzioni universitarie europee; una parte del gruppo di ricerca ha partecipato alla selezione nell’ambito dei progetti HERA-Uses of the Past 2015 (Università di Barcellona, Berlino, Londra, Huelva, Koper). Soprattutto, è stata l’occasione per promuovere la ricerca su questi temi presso i giovani studiosi attraverso assegni di ricerca, borse di studio, sostegno a tesi di dottorato in co-tutela. Alcuni dei risultati della ricerca sono stati divulgati presso il grande pubblico grazie a una mostra (Margherita di Francia, principessa di potere, principessa di sapere, Biblioteca Reale, luglio 2014), che ha permesso anche di valorizzare libri, legature e spartiti delle collezioni torinesi.


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autore

Paola Cifarelli
Dipartimento

Studi Umanistici
Pubblicato il

16 Gennaio 2017

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