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Culture, Produzione culturale e artistica, Filosofia

Università e lingue locali: la ricerca ritorna al territorio

Le storie di ricerca di Aline Pons e Silvia Giordano si incontrano e intrecciano nella piccola ma vivace redazione dell’Alepo, dove hanno iniziato ad approfondire lo studio della variabilità linguistica che caratterizza il Piemonte, appassionandosi alle storie di parole e persone delle valli alpine

Dopo aver condiviso una laurea in Scienze Linguistiche, i nostri percorsi di ricerca si sono allacciati e sviluppati nell’ambito del dottorato in Dialettologia, Geografia linguistica e Sociolinguistica del Dipartimento di Studi Umanistici.
Aline ha sempre amato le carte geografiche e i dialetti delle sue montagne, ma si è innamorata della geografia linguistica quando ha scoperto che su una carta si potevano raccogliere, al posto dei nomi dei paesi, le parole locali per indicare una realtà; per esempio, alla carta 'ape', avrebbe potuto trovare "avìa" in corrispondenza del paese di sua madre e "abëllho" in corrispondenza del paese di suo padre. Proseguendo le sue ricerche, ha scoperto che su una carta si possono mettere anche i diversi significati che una parola assume nei vari luoghi: così è nata la sua idea di tesi, che l’ha portata ad attraversare le Alpi Cozie (anche a piedi) per scoprire come cambia il significato delle parole che servono alle popolazioni locali per nominare le montagne.
Silvia è sempre stata appassionata degli aspetti più sociali e antropologici della dialettologia: per approfondire i nuovi canali di diffusione e i nuovi usi dell’occitano, e per metterli in relazione con i risvolti identitari, spesso ideologici, che possono sottostare alla scelta di usare una lingua minoritaria, ha deciso di concentrarsi sulla musica (altra sua grande passione). Per la sua tesi ha raccolto e analizzato un corpus di canzoni originali in occitano composte negli ultimi vent’anni da diversi gruppi e cantautori del Piemonte. Ha così scoperto che anche in occitano si può cantare della propria terra, delle proprie radici, del proprio credo politico, ma anche cantare dell’ultima festa, dell’ultima “cotta” o di mondi lontani.
Il nostro campo di studio, così intrinsecamente legato alla terra da cui proveniamo, ci ha spinte naturalmente a restituire quello che abbiamo imparato in università alle comunità locali.
Aline ha ideato e sta realizzando, con la Scuola Latina di Pomaretto, un piccolo atlante online di parole e piante, che raccoglie e dissemina i termini botanici locali e le pratiche agricole di venti comuni del Pinerolese. Al progetto "Coltivare Parole" collaborano un giovane filologo (per la storia delle parole) e una promettente etnobotanica (per gli usi popolari delle erbe).
Silvia ha intrapreso una collaborazione con la Fondazione Nuto Revelli Onlus per un progetto sulla catalogazione, l’indicizzazione e la messa online delle interviste condotte dallo scrittore e partigiano Nuto Revelli nelle campagne e nelle montagne del Cuneese, in parte confluite nei volumi "Il mondo dei vinti" (1977) e "L’anello forte" (1985). Queste interviste, condotte rigorosamente in dialetto, il “lasciapassare indispensabile” per entrare nelle case dei contadini, rappresentano un patrimonio di enorme valore storico, antropologico, linguistico e soprattutto umano perché ci restituiscono le voci, i pensieri, le vite di un mondo contadino a cui dobbiamo molto.


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