Culture, Produzione culturale e artistica, Filosofia

Alla ricerca di un connubio tra scienza medica e letteratura

Dalla tesi di laurea all’assegno di ricerca: un percorso di crescita personale e professionale a cavallo tra il mondo umanistico e quello scientifico, per superare i consueti confini disciplinari e trovare nella collaborazione interfacoltà nuovi spazi di dialogo e di studio nel campo della medicina

Nel mio percorso di formazione vedo una crescita “a stelo”, in cui ho imparato a potar via alcune possibili ramificazioni dei miei vari interessi, per fare scelte più consapevoli e mature, talora anche difficili, ed evolversi nell’interpretazione di ogni esperienza.
Assecondando il continuo richiamo verso il mondo delle scienze, sin dalla tesi di laurea in lettere classiche e poi dal dottorato di ricerca in letteratura greca, latina e bizantina, mi sono orientata verso la medicina greca, che si è rivelata una ricchissima fonte di testi stimolanti, alcuni dei quali, come nel caso del mio attuale oggetto di ricerca, le Eclogae di Oribasio di Pergamo, sono ancora privi di una traduzione integrale in lingua moderna e di un’edizione aggiornata. Studiare opere di medicina antica, da Ippocrate in poi, mi ha permesso di immergermi nel cuore pulsante della società greca, osservandone le espressioni del pensiero filosofico oltre che tecnico-scientifico. Ho conosciuto le paure e le ansie, ma anche le conquiste e le vittorie di uomini e donne nella loro lotta per la vita, il loro modo di interpretare la malattia e di combatterla attraverso rimedi ora razionali, botanici, minerali, farmacologici o chirurgici, ora irrazionali e propri della tradizione e del folklore.
La moltitudine di principi ancora oggi validi e attuali mi ha spinta a cercare di scoprire l’eredità lasciata dalla scienza antica nel corso del tempo. Per questo le due borse post dottorato di cui ho usufruito sono nate da progetti di ricerca interfacoltà, tra Lettere e Medicina e Chirurgia. Ho soddisfatto così la mia curiosità di studiare anche testi di età moderna, come gli scritti di carattere neuro-fisiologico e anatomo-patologico di Vincenzo Malacarne (1744-1816). Parte integrante di un lavoro che mi appassiona sempre di più è la didattica, sia a lettere, sia a medicina, dove sono stimolata ad assumere una prospettiva più concreta e funzionale.
Non avrei però potuto costruire questo mio profilo duplice e forse un po’ anomalo rispetto ai canoni correnti, senza il sostegno e l’aiuto di Maestri, che mi hanno aiutata e sollecitata a crescere scientificamente in maniera personale e autonoma. Ho inoltre ricevuto molti stimoli da varie esperienza di studio e confronto, in Italia e all’estero: Germania, Grecia, Svizzera, Russia, ma soprattutto in Francia, a Parigi, dove ho vissuto per oltre un anno, dopo aver ottenuto un posto di ricercatore post dottorato alla Sorbona.
Ora che sono assegnista di ricerca all'Università di Torino, pur sentendomi talora una funambola sul filo dell’incertezza, guardo al futuro con la fiducia che questa odós, questo cammino di ricerca, possa proseguire. Sono convinta che la ricerca in materie classiche conoscerà sempre nuovi spazi, se aperta al dialogo con i vari interlocutori della società, perché, come diceva il grande filologo torinese Augusto Rostagni “niente è così utile alla conoscenza dell’Antico come l’esperienza delle cose moderne".


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autore

Serena Buzzi
Dipartimento

Studi Umanistici
Pubblicato il

18 Maggio 2016

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