Brand
Culture, Produzione culturale e artistica, Filosofia

Viaggio come cura. Da Dante a Teju Cole, workshop letterario per l'invecchiamento attivo

Teju Cole: Zürich, 2015, Steven Kasher Gallery, New York

Come in una rivelazione epifanica, lo scrittore e fotografo nigeriano-newyorkese Teju Cole si imbatte in Dante in un piccolo cimitero della provincia toscana. A partire da questa suggestione, letteratura e medicina s’incontrano in un progetto di ricerca che ci parla di benessere e cura dell’anima e del corpo nella terza età.
Il racconto si inserisce nella Proposta di Lettura Magnifiche presenze. Visioni dantesche nella ricerca di oggi. Il commento al verso della Divina Commedia è a cura del professor Donato Pirovano e del Comitato studentesco Per correr miglior acque.

Di color d'oro in che raggio traluce
vid'io uno scalo eretto in suso, […]
(Paradiso XXI, vv 28-29)

Dante descrive qui la scala che lo porterà successivamente ad ascendere nel Cielo delle Stelle Fisse. Il passaggio dall’ultimo cielo dei pianeti, quello di Saturno, a il cielo stellato è come un ponte tra due dimensioni: quella storica fatta di racconti aderenti alla realtà mondana dei beati e quella metastorica intrisa di contemplazione e spiritualità. Teju Cole, attraverso un oggetto visibile e tangibile incontrato in un piccolo cimitero toscano, ascende metafisicamente ad Altro, ricordandosi i versi danteschi. Allo stesso modo la vecchiaia può esser lo spazio per prendere distanze dalla materialità e tendere ad Altro di più contemplativo e spirituale.

VIAGGIO COME CURA. DA DANTE A TEJU COLE, WORKSHOP LETTERARIO PER L'INVECCHIAMENTO ATTIVO

Dante compì un viaggio immaginario nell'oltretomba, un viaggio che potrebbe essere interpretato come un percorso di "cura" per lo spirito, in vista del Paradiso. Uno tra i più brillanti giovani scrittori, newyorkese-nigeriano, fotografo, storico dell'arte, romanziere, melomane, critico letterario e visuale e gran viaggiatore, ha incontrato Dante in modo inatteso, evocando alcuni versi danteschi a partire da un’immagine fotografica immortalata un po' per caso, un po' perché epifanica.

Così si legge a fianco della foto (fig. 1):
"Avevamo trascorso la giornata su strade che collegavano piccoli borghi tra le colline della Toscana. Le nostre orecchie volevano una ricezione radio migliore. Le nostre anime desideravano il paradiso. Ci eravamo fermati vicino a Figline Valdarno, e io ero entrato in un cimitero. Di color d'oro in che raggio traluce / vid'io uno scalo eretto in suso, … scrisse Dante dal suo esilio a poca distanza, 543 anni prima." (Teju Cole, Punto d'ombra, pag. 190, Contrasto 2016).

Punto d'ombra è un viaggio fotografico e letterario, dotto e documentario, un compendio di parole e immagini nella contemporaneità del nostro mondo globale e particolare; è un viaggio che, a sorpresa, si apre a considerazioni sulla morte, sulla caducità della vita, da parte di uno scrittore che ha dedicato un suo romanzo, Open City (2011), alla figura di un infermiere di una casa di cura per anziani: Giulio. Non necessariamente empatico con i suoi pazienti, non troppo attento alle loro difficoltà, Giulio è un personaggio apatico e a-morale dei nostri tempi, ma affezionato a un suo vecchio professore cui fa regolarmente visita. Medicina, invecchiamento, rapporto intergenerazionale, riflessioni sulla morte e sui riti di sepoltura sono come attrattori per Teju Cole, un raffinato intellettuale impegnato in una sua precisa quest.

Obiettivo della linea di ricerca che qui raccontiamo è di studiarne e analizzarne l'opera per trarne un workshop letterario da proporre ai partecipanti del programma Terzo Tempo. Si tratta di un progetto di ricerca per l’invecchiamento attivo in cui collaborano i dipartimenti di Scienze Mediche e di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne. Lo scopo di Terzo Tempo è di promuovere un invecchiamento in salute, prevenire e ritardare la fragilità dell’anziano e i problemi legati all’invecchiamento come il declino cognitivo, la depressione e alcune patologie croniche. Molte evidenze scientifiche mostrano infatti come modificare alcuni stili di vita sia fondamentale per proteggere gli anziani dal rischio di sviluppare le suddette fragilità, con rilevanza anche dal punto di vista socio-economico. Nello specifico, il programma di Terzo Tempo prevede interventi multidisciplinari mirati ad aumentare la consapevolezza sui processi di invecchiamento e sugli stili di vita che li possono influenzare positivamente, come l’attività fisica, la corretta alimentazione, vita sociale e attività culturali.

In occasione dell’anno dedicato a Dante si è scelto di improntare una parte del percorso Terzo Tempo alla figura del Poeta, con una riflessione particolare sul viaggio della vita e sull'invecchiamento.


IMMAGINI

Questa storia di ricerca si trova in:


un racconto di
Carmelina Concilio
Enrica Favaro
DIPARTIMENTO / STRUTTURA

Pubblicato il

11 marzo 2020

condividi

LE MIE STORIE DI RICERCA

potrebbero interessarti anche