Brand
Culture, Produzione culturale e artistica, Filosofia

Rivisitazioni kafkiane: insetti, cani e altri animali tra metafora e realtà

 Locandina de "La mosca", film di David Cronenberg del 1986.

Gli insetti e gli animali sono protagonisti di pagine memorabili nelle Letterature europee e non, ma anche oggetto privilegiato di indagine teorica e filosofica nel campo degli Animal Studies. La nostra ricerca si focalizza in particolare su quegli autori contemporanei in cui gli animali diventano metafora della condizione umana.

Gli animali sono oggi materia di studio nelle scienze umane grazie a studi filosofici come quelli di Jacques Derrida, The Animal that Therefore I Am, di Donna Haraway sul “post-umano” o di Una Chaudhuri sulla “zooesi”, ovvero la rappresentazione degli animali in letteratura, nell’arte e nei media, nell’ambito delle Environmental Humanities. L’inclusione degli animali nel sapere umanistico e il loro zoomorfismo era già oggetto di attenzione di Leonardo da Vinci; ne sono prova disegni come Due studi di insetti e Studio per zampe posteriori del cavallo (Fig. 1 e 2).

Da studiose di lingue e letterature straniere ci siamo quindi proposte di riflettere su opere letterarie che contengono una rappresentazione evocativa di quella di Leonardo da Vinci. A cominciare, per esempio, dalle pagine indimenticabili de La Metamorfosi di Franz Kafka, abbiamo evidenziato come lo “scarafaggio” kafkiano abbia ispirato alcuni scrittori contemporanei anglofoni: il libanese-canadese Ravi Hage, il nigeriano Igoni Barrett, il sudafricano Achmat Dangor. Essi hanno letto nel becoming-animal, o metamorfosi in sé, una metafora dell’alterità rappresentata tradizionalmente dal nero che diventa bianco per sfuggire alle discriminazioni razziali. Queste parabole contemporanee ci sensibilizzano verso politiche inclusive e ci aiutano a smantellare i cliché e i pregiudizi verso coloro che tradizionalmente la cultura europea stigmatizza come “altro”.

In Indagini di un cane (1924) di Kafka, si legge un riferimento paragonabile alla rappresentazione leonardesca: “Ma ora - piegato in due dalla fame e in preda all’annebbiamento che mi fece trovare consolazione nelle zampe posteriori, leccandole, mordendole, succhiandole in su fino all’ano - [...] maledissi la scienza dei commenti, maledissi me stesso che mi ero lasciato fuorviare”.
Il cane-filosofo di Kafka, in analogia con il cavallo di Leonardo, è metafora dell’uomo e del travagliato rapporto che egli instaura da un lato con la propria fisicità e dall’altro con la propria tensione conoscitiva, sistematizzata nei secoli come “scienza”. Kafka intravede il pericolo cui va incontro l’homo sapiens: perdere, a causa della scienza, il contatto con l’animalità originaria, da cui la necessità di promuove un ritorno al corpo che parta proprio dalle parti più infime. Rovescia così la tradizione che, a partire dall’Illuminismo, credeva nelle infinite possibilità di educare l’umanità (Kant), smascherandone invece il connubio con il potere e la sopraffazione, guardando all’insegnamento di Rousseau e, prima ancora, di Diogene. Si denuncia l’aberrazione dovuta a un’eccessiva sistematizzazione tecno-scientifica e filosofica che si riverbera su religione, pedagogia, burocrazia, e si cercano alternative.

Gli insetti sono poi presenti in altri contesti letterari. Per esempio, la scrittrice inglese modernista Virginia Woolf, aveva dedicato alla falena The Death of the Moth, un’ultima prosa breve - prima del suicidio - in cui osserva l’ineluttabile fascinazione della falena per la candela che la ucciderà. Le api, invece, sono citate spesso nella letteratura ecologista (Margaret Atwood, L’anno del diluvio, 2009) quali modelli virtuosi di società organizzata su basi cooperativistiche (Stefano Mancuso), ed efficacemente impegnate nella conservazione della biodiversità, grazie alla loro instancabile opera di impollinazione, oggi minacciata dall’uso massiccio di pesticidi ed erbicidi (Paola Della Valle). 


galleria di immagini


un racconto di

Carmelina Concilio
Silvia Ulrich
Dipartimento

Pubblicato il

30 maggio 2019

condividi

Dello stesso autore

potrebbero interessarti anche