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La musica dei poeti tra classico e contemporaneo

Voices of Italian Poets (VIP) è una piattaforma digitale di registrazioni della poesia italiana del Novecento e contemporanea, corredate da analisi e comparazioni di tipo fonetico

Nata con l’obiettivo di essere un archivio sonoro ordinato e accessibile a tutti, di connessione tra “classico” e “contemporaneo”, tra diverse voci della poesia e varie interpretazioni, la piattaforma VIP si propone come punto di partenza e di riferimento di un settore di ricerca innovativo e non ancora sviluppato. Lo studio della lettura poetica a livello fonetico rappresenta, infatti, nel suo approccio sperimentale, una realtà nuova e un contributo utile per la letteratura: l’osservazione della musica della poesia, da sempre elemento centrale e affascinante della scrittura poetica è ora possibile anche a partire dal dato sonoro stesso della lettura. I mezzi di registrazione del dato acustico e la loro conservazione, sempre più resistente grazie ai progressi tecnologici, insieme allo sviluppo di appositi software, permettono ora di ascoltare, conservare e studiare anche il dato sonoro della poesia, che prende forma con la lettura. Attraverso una produzione “esofasica”, ovvero con il dato acustico, è possibile affrontare la questione “sonora” del testo in modo estremamente concreto. A tal fine, le competenze in ambito fonetico (settore della linguistica dedicato al parlato spontaneo), unitamente a quelle letterarie, sono fondamentali per una ricerca trasversale e interdisciplinare come questa.

L’archivio, ancora in fase di costruzione e messo a disposizione di tutti (non solo di studiosi ma anche appassionati, lettori e poeti) sul sito del Laboratorio di Fonetica Sperimentale “Arturo Genre”, è parte del mio progetto di dottorato in Digital Humanities. Questa banca dati prende avvio con il recupero delle letture originali di importanti testi della letteratura del Novecento a opera degli autori, e si sviluppa ulteriormente con la raccolta delle letture degli stessi testi a opera di poeti contemporanei, speaker, attori, critici. A questi dati si aggiungono le registrazioni originali di poesie edite e inedite di poeti contemporanei. Si viene dunque a costruire una rassegna di interpretazioni diverse e uniche del testo poetico, che si osserva in modo analogo in ambito musicale nel rapporto tra composizione e interpretazione.
L’approccio, che fa uso di metodologie di fonetica, vuole individuare le potenzialità sonore della scrittura poetica, guardando al punto di connessione tra la lettura ad alta voce e il testo scritto. Lo scopo è di estendere lo sguardo oltre la letteratura italiana e inglobare le altre letterature, così da accogliere le musiche poetiche di altre lingue e di osservare la mutazione della musica di un testo in traduzione. A tal fine il 21 marzo 2018 è stata organizzata presso l’Università degli Studi di Torino, in occasione della Giornata mondiale della poesia, la prima edizione de “La musica della poesia”, un’occasione per docenti, ricercatori, poeti (affermati e giovani) e altri esperti del settore di confrontarsi sul tema, “dando voce” alla poesia nelle sue varie lingue.


un racconto di

Valentina Colonna
Dipartimento

Pubblicato il

20 marzo 2018

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