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Senza la curiosità non può emergere la speranza: il mito di PANDORA

Il gruppo di ricerca è strutturato in riferimento al mito di Pandora là dove la CURIOSITA’, i MALI DEL MONDO e la SPERANZA rappresentano rispettivamente: la motivazione alla scoperta, le tematiche di ricerca (la vecchiaia, la malattia, il dolore, ecc.) e l’outcome più favorevole

Secondo il racconto tramandato dal poeta Esiodo, il vaso (pithos, πίθος) era un dono fatto a Pandora da Zeus, con la raccomandazione di non aprirlo.
Pandora però, che aveva ricevuto dal dio Ermes il dono della CURIOSITÀ, non tardò a scoperchiarlo. Si liberarono così tutti i MALI DEL MONDO, che erano gli spiriti maligni della vecchiaia, della malattia, del dolore, della gelosia, della pazzia e del vizio. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza (Elpis), che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse richiuso. Prima di questo momento l'umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l'apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato e inospitale simile a un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la SPERANZA, e il mondo riprese a vivere.
La CURIOSITÀ di Pandora, lungi dall’essere una caratteristica negativa, rappresenta per noi un importante atteggiamento motivazionale che guida gli scienziati a raggiungere imperdibili scoperte. Senza la curiosità non può emergere la speranza. Seguendo questo importante principio abbiamo deciso di chiamare il nostro gruppo di ricerca PANDORA: neuroPsychological Assessment of Neurocognitive DisORders and Active ageing.
Lo studio accurato di specifiche disfunzioni fisiche, cognitive e comportamentali associate all’invecchiamento normativo e alle malattie degenerative viene perseguito per fornire ulteriori conoscenze sull'outcome più favorevole in termini di medicina personalizzata, migliorando benessere e qualità della vita.
Per favorire il benessere studiamo da tempo i meccanismi neurofisiologici e cognitivi connessi al dolore e all’analgesia da placebo indagando i fattori che possono dar sollievo nelle forme di dolore acuto e cronico.
Lo studio della presenza di effetti collaterali associati ai gruppi placebo nei trial clinici randomizzati, e che vengono definiti come effetto nocebo, permetterà di comprendere le determinanti psicologiche connesse all’aspettativa di malessere spesso associata a fattori di somatizzazione, catastrofismo e deflessioni del tono dell’umore.
L’analisi dei meccanismi di controllo metacognitivo e delle funzioni esecutive nei soggetti con disturbi neurocognitivi risulta fondamentale per curare i pazienti con ridotta consapevolezza di malattia e minor aderenza al trattamento farmacologico: caratteristiche che si associano a un esito prognostico più sfavorevole.
Lo studio dell’invecchiamento normativo nei soggetti in “typical cognitive ageing” è importante per indagare come le polipatologie in soggetti con polifarmacoterapia possa portare a sviluppare condizioni di fragilità fisica e cognitiva associati a una maggiore probabilità di ammalarsi e a una minore aspettativa di vita.

PANDORA fa parte dell’European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing (EIP on AHA).


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autore

Martina Amanzio
Dipartimento

Psicologia
Pubblicato il

29 Luglio 2016

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