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Processi sociali e politici, Legge e Comunicazione

Studiare le mafie e la loro espansione per capire le società

Fotografie di Adelaide Di Nunzio 

Gli studi del Laboratorio di Analisi e Ricerca sulla Criminalità Organizzata rivelano che l'immaginario collettivo sulla mafia come una malattia contagiosa che attacca un corpo sano va rivisto: la sua diffusione è in realtà favorita da un contesto sociale già predisposto a forme criminali di gestione della sfera politica e imprenditoriale locale.

Il mio lavoro di ricerca sulle mafie si svolge per lo più presso il Laboratorio di analisi e ricerca sulla criminalità organizzata (Larco) del Dipartimento CPS di Unito, fondato insieme a studiose e studiosi di diversi atenei che collaborano tra loro con continuità dal 2010. L'obiettivo è soprattutto mettere in luce gli investimenti delle mafie nell’economia legale, e quindi il loro rapporto con il tessuto economico e politico dei territori studiati. Dall’edilizia alla grande distribuzione commerciale, dalla sanità alle opere pubbliche, dalla gestione dei rifiuti al mercato del falso, ovunque è emerso il ruolo essenziale di professionisti, politici, imprenditori, tecnici e burocrati: figure fondamentali per il radicamento delle organizzazioni mafiose. Il percorso di ricerca così sviluppato ci ha portati dalle regioni del Mezzogiorno a quelle del Nord Italia, fino allo studio dei gruppi di criminalità organizzata in diversi paesi d’Europa.

E se l’espansione delle mafie nelle regioni del Nord Italia è stata spesso paragonata a una patologia contagiosa che aggredisce un corpo sano, dalle nostre ricerche è emerso che in realtà è il tessuto economico e politico delle società locali a giocare un ruolo fondamentale in questo processo. In altre parole vi è un’area grigia in cui pratiche di illegalità, spesso preesistenti, favoriscono relazioni di complicità e collusione nella sfera legale dell’economia, della politica e delle istituzioni. Si tratta di un fenomeno del tutto autoctono, che chiama in causa tratti peculiari delle società del Nord.

L’assunto di fondo intorno al quale ruota l’intero lavoro di ricerca di Larco è che la mafia, come ogni fenomeno sociale complesso, può essere compresa solo se messa in relazione ai contesti con cui i clan hanno a che fare. Il consenso sociale di cui godono i mafiosi in determinati territori dipende certamente dalle loro competenze criminali e dalla loro capacità di allacciare relazioni, ma è al tempo stesso fortemente condizionato dall’ambiente circostante. In questo quadro, studiare la mafia significa innanzitutto studiare la società.

All’interno di questo percorso, il mio lavoro di ricerca si è concentrato dapprima sulle regioni del Mezzogiorno e poi su diverse aree del Veneto. Il Nord-Est è un punto di osservazione importante per comprendere l’evoluzione del fenomeno mafioso nel tempo e nello spazio: nell’approfondire la convergenza tra i gruppi mafiosi e il tessuto imprenditoriale di questa regione, possiamo osservare il ruolo di facilitazione degli affari assunto dalla politica al tempo della crisi economica. Anche nel Nord-est, dunque, la corruzione diviene il luogo predestinato di incontro tra attori di diverso tipo, l’inevitabile approdo di un modus operandi che è proprio delle mafie, ma anche del fare politica e del fare impresa in questo territorio.


un racconto di

Antonio Vesco
Dipartimento

Pubblicato il

17 settembre 2018

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