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I media e le politiche. Come i giornali raccontano le scelte pubbliche

Gli avvenimenti politici godono di vasta copertura mediatica, ma cosa succede all’informazione sulle politiche pubbliche? La ricerca tenta di rispondere a questa domanda, cercando in particolare di capire se i giornali offrano un’informazione di qualità sulle politiche e sui loro effetti

Gli avvenimenti politici godono di una larghissima copertura mediatica, ma che cosa succede all’informazione sulle politiche pubbliche, ossia quella serie di decisioni e di azioni che vengono elaborate, discusse e adottate per affrontare problemi ritenuti di rilievo pubblico? L’informazione sulle politiche è estremamente rilevante per la qualità di una democrazia, ma un cittadino che desiderasse tenersi informato attraverso i media è in grado di capire quali misure sono in discussione, vengono adottate o sono messe in atto, e quali effetti hanno prodotto? È in grado di capire la natura delle controversie che si sviluppano, i presupposti e le ipotesi teoriche che sorreggono certe scelte e se certi strumenti hanno funzionato oppure no? Finora gli studi sulla comunicazione mediatica si sono occupati pochissimo delle politiche e l’analisi delle politiche pubbliche si è occupata altrettanto poco di come operano i media in questo campo. La ricerca “Comunicare le politiche pubbliche” offre un contributo in questo campo ancora inesplorato, cercando di capire se i media, in particolare i giornali, offrano un’informazione di qualità sul dibattito pubblico sulle scelte di governo.

Per affrontare tali interrogativi abbiamo condotto due analisi: a) una comparazione tra i quotidiani italiani, francesi e spagnoli in relazione al grado di attenzione mediatica sulle politiche, al tipo di attori citati e alla presenza di argomenti a favore o contro (4.195 articoli in 15 testate giornalistiche); b) un’analisi relativa all’informazione su tre politiche pubbliche italiane: la regolamentazione del mercato del lavoro, le ipotesi di riforma sulla concessione del diritto di cittadinanza agli immigrati e le misure di incentivazione del fotovoltaico. Questo allo scopo di analizzare l’inquadramento delle notizie, la natura e frequenza di argomentazioni a favore o contro, la correttezza delle informazioni e il loro livello di comprensibilità (457 articoli in tre quotidiani italiani).

I risultati della ricerca offrono un quadro poco confortante del giornalismo italiano, soprattutto a confronto con quello francese: poco attento alle politiche e concentrato sui “giochi di potere”, sensibile soprattutto ai politici a discapito dei punti di vista di altri attori, tendenzialmente rivolto agli addetti ai lavori e non a cittadini inesperti, poco interessato alle argomentazioni, marcatamente schierato e poco sensibile al contraddittorio. Tuttavia, dall’analisi emerge anche che, quando il conflitto su una politica pubblica non è strutturato su un’unica netta frattura, ma su più dimensioni che danno origine a coalizioni variabili, la modalità di comunicazione risulta più attenta ad attori e punti di vista diversi, più sensibile alle loro argomentazioni e più orientata a offrire elementi di contraddittorio. Alla luce di questi risultati, gli autori offrono infine alcune raccomandazioni su come i media potrebbero migliorare l’informazione sulle politiche pubbliche.


un racconto di

Franca Roncarolo
Dipartimento

Pubblicato il

13 gennaio 2017

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